qualche idea, due riflessioni e un bicchiere di vino. Anche su Twitter e Linkedin.

Startup e Italia, qualcosa si inizia a muovere

December 31st, 2011 | In: startup | 29 Commenti »

Che qualcosa si stesse iniziando a muovere lo si vedeva già da qualche tempo. I segnali degli ultimi mesi sono stati chiari e forti: due StartupNight in pochi mesi con oltre 500 persone, l’ultimo MindTheBridge con pitch di alto livello e Beintoo che vince la Leweb Competition.

Il problema, sempre che sia un vero problema e non una paranoia da TechCrunch addicted, è che le notizie pubblicate sui blog internazionali e sulla stampa nostrana raccontano sempre e solo di imprenditori italiani con la valigia di cartone che devono andare all’estero per trovare i fondi. Sarà vero o è una semplice distorsione mediatica?

Dopo un primo post in cui TechCrunch racconta di come Mashape sia dovuta andare all’estero per trovare i finanziamenti e un ultimo in cui, con toni parecchio forti, si parla di Cibando che non avendo trovato i soldi in italia è dovuta uscire dai confini per andare fino a Berlino, ci sono decine di altre storie di successo nella raccolta di fondi da investitori privati e istituzionali italiani.

Ho provato a passare le ultime due ore scavando nella memoria per cercare di far ritornare alla luce le operazioni avvenute negli ultimi mesi in italia.

Sicuramente nell’elenco che segue mancheranno alcune operazioni, aiutatemi voi a completarlo aggiungendo i dettagli nei commenti (grazie!).

  • Not disclosed* – 2 ml/Euro
  • Not disclosed* – 1 ml/Euro
  • Not disclosed* – 400k/Euro
  • Not disclosed* – 400k/Euro
  • Not disclosed* – 2 ml/Euro
  • Sardex – Dpixel
  • Pantea – 750k/Euro Atlante + Neomobile
  • CrowdEngineering – 3 ml/Euro – Principia + Dpixel
  • SpinVector – 2 ml/Euro – Atlante
  • Spreaker – 470k/Euro – IAG + Zeta Meta Ventures
  • Nomesia – 270k/Euro – IAG
  • Beintoo – 200k/Euro – Angel
  • Geomercato – Angel
  • Ofootball – Angel
  • Heyware – 150k/Euro – Seeweb
  • CityNews – 3.3 ml/Euro – Principia
  • Nonricordoilnomemamiverràinmente – Angel
  • Viamente – Angel + Dpixel
  • Applix – 3 ml/Euro – Principia + AngelLab + UnlimitedFun
  • MusicXmatch – 3 ml/Euro – Micheli e associati + Angel
  • Risparmiosuper – Zernike + LVenture
  • AutoXY – 1,2ml/Euro – Vertis
  • Moneyfarm – Annapurna + Jupiter
  • Tiltap – Hfarm
  • Prestiamoci – Smava.de
  • Mobnotes – 600k/Euro – Brainspark
  • Jobslot – Hfarm
  • Yogitech – 1,5ml/Euro – Atlante
  • PromoQui – 1,2ml/Euro – Vertis
  • Ohikia – 240k/Euro – IAG
  • Win – 800k/Euro – IAG + Altri
  • Sportilia – Angel
  • 5 seed Hfarm tra cui Corso 12, ecc.
  • AdmantX – 1,5 ml/Euro – Atlante
  • S5Tech – 2 ml/Euro – IAG + Altri
  • appsbuilder – Annapurna
  • Soundreef (01-2011) – LVenture
  • Soundreef (09-2011) – Serie A – Famiglia di industriali
  • Fubles – 300k/Euro – Angel + Piol
  • Iubenda – Angel + Dpixel

* Operazioni avvenute nelle ultime settimane di cui sono a conoscenza ma ancora non comunicate.

Solo tra le operazioni di cui sono stati comunicati gli importi del round si contano oltre 20 milioni di Euro di fondi raccolti da investitori italiani. Immagino che un’altra manciata di milioni possano trovarsi tra le operazioni i cui dati non sono stati resi pubblici.

Una distorsione mediatica quindi? Certamente sì.
Da una parte c’è la necessità per gli organi della stampa e per i blog di “fare notizia” e dall’altra c’è sicuramente la chiacchiera da bar tra gli startupper che faticano a trovare i fondi. In questo ultimo caso, invece che concentrarsi sul cercare di migliorare la propria business idea, molto spesso per i giovani è più comodo affidarsi ai presunti problemi legati al sistema e non tanto alle criticità della propria idea imprenditoriale.

I soldi ci sono anche in Italia e nel 2012 ce ne saranno ancora di più.

Bisogna però saperli cercare, avere un piano credibile e spesso un prototipo con qualche metrica già interessante. Ma soprattutto bisogna crederci e lavurà!


Il primo mese di Wikli

March 18th, 2011 | In: startup | 16 Commenti »

Circa un mese fa ho iniziato a pensare che, probabilmente grazie anche alla tonnellata di post pubblicati in Blogo negli ultimi anni, siamo sommersi da troppe informazioni. L’information overload si sta impossessando di noi: twitter, facebook, blog, news, aggregatori rss ci innondano ogni giorno di informazioni piatte, non pre-digerite e senza alcun minimo di approfondimento.

Mi sono detto: non sarebbe male un’informazione verticale curata, settimanale, da distribuire con una mail? Un digest che raccolga il meglio delle news circolate in settimana, ne approfondisca una in particolare e sia arricchito da un paio di rubriche curiose.

Così ho creato startup wikli, il meglio su web, business e startup in un digest settimanale.

Poi ho ragionato sul metodo di distribuzione e ho deciso di usare il modello a referral diventato famoso con Hipster, Yobongo e LaunchRock.

Ho iniziato a mettere insieme un pò di spaghetti code – d’altronde dopo 10 anni che non scrivevo una riga di più non potevo pensare di tirare fuori – e in 4-5 giorni la prima alpha del prodotto era pronta.

wikli e a/b testingA quel punto ho comprato una piccola campagna su Facebook per far arrivare i primi utenti e iniziato a furia di A/B testing a ottimizzare il processo di iscrizione. Prima un +30%, poi ancora un 50% e alla fine la versione che è attualmente online si è dimostrata più performante rispetto alla prima che avevo ipotizzato di oltre il 300%.

Nel frattempo stavo guardando i vari servizi SaaS su cui appoggiarmi per l’invio del digest via email. Qualche ora a studiare in giro, un primo test con MailChimp (forse il più usato e famoso), poi qualche prova con CampaignMonitor e con un paio di altri. Nessuno mi ha soddisfatto, troppo “pesanti” come UI e legati alle loro logiche, volevo qualcosa di più snello e che mi lasciasse piena libertà di azione. Altro problema non indifferente è che non volevo che al digest la gente si potesse iscrivere/disiscrivere se non passando per startup.wikli.it.

Per fortuna sono poi atterrato su SendGrid, una API fatta molto bene, qualche plugin interessante e grandissima libertà nell’implementazione. Ancora qualche ora di codice e il primo digest viene mandato a un centinaio di iscritti.

Passa qualche giorno e rendo pubblico il lancio, gli iscritti aumentano vertiginosamente (il meccanismo di referral funziona alla perfezione nonostante alcune critiche), il K factor (viral loop) si mantiene alto e così parte il secondo digest, poi il terzo e oggi il quarto.

I primi risultati sono incoraggianti: il contenuto sembra piacere, il meccanismo di tracking dei link più cliccati funziona, i primi lanci di proposte esclusive vanno alla grande. Cultur Konvivio raccoglie decine e decine di richieste nelle prime ore dall’inserimento nel digest, Dayri brucia i 20 inviti alla alpha in pochi minuti e ogni settimana attraverso il digest vengono distribuiti oltre un migliaio di click.

In tutto questo non è da sottovalutare il supporto che mi sta dando Juliette, mia socia nell’iniziativa. Prima nella critica costruttiva alle mie idee ed editor con i controcazzi dei miei appunti settimanali.

Cosa ci aspetta il futuro? A breve sbarcheremo in Francia e US con due versioni localizzate di Startup Wikli, poi sarà il turno di qualche altro verticale in italia. Se volete commentare i primi numeri potete farlo su Facebook e seguirci su Twitter.


Cerco Casa sbarca su AppStore

February 3rd, 2011 | In: iPhone | 6 Commenti »

Dopo avervi raccontato giorno per giorno lo sviluppo dell’applicazione per iPhone Cerco Casa, è arrivato il momento del rilascio su AppStore.

Il colpo di scena non poteva mancare ed è avvenuto cinque giorni dopo l’invio a Apple per l’approvazione. La app viene approvata e mi rendo conto, per puro miracolo, che c’è un bug con iOS 4.2: la app resta in loop durante la geolocalizzazione e non riesce a individuare la posizione del telefono.
Dopo qualche minuto di sconforto, per fortuna avevo bloccato con una data in futuro il rilascio della app, batto un colpo di chat a Kate che sempre super disponibile sistema il bug in un paio di ore di lavoro e mi rimanda il progetto aggiornato. Compilo, impacchetto, rimando in approvazione a Apple e incrocio le dita. Finalmente ieri l’upgrade dell’applicazione viene approvato. E’ ora di lanciarla e vedere cosa ne pensano gli utenti.

Cerco Casa è un’applicazione che consente di visualizzare gli annunci per case in vendita o affitto nelle immediate vicinanze di dove ci si trova, è inoltre possibile ricercare annunci in zone diverse da quella geolocalizzata automaticamente dall’applicazione. Sono disponibili diversi filtri di ricerca (numero di locali, affitto o vendita, soglie di prezzo) e alcuni criteri per l’ordinamento dei risultati.

Oltre alla visualizzazione degli annunci immobiliari, che vengono aggregati da tutti i principali siti del settore, è possibile salvare un risultato tra i propri preferiti per una consultazione futura.

L’applicazione è disponibile in due versioni: Cerco Casa (free) e Cerco Casa+ (a 0,79 Euro). La versione Plus elimina i banner pubblicitari e aggiunge la funzionalità che permette di visualizzare gli andamenti storici dei prezzi delle quotazioni degli immobili per zona geografica. 

Se vi è piaciuto il progetto e il diario vi ha regalato momenti di svago, un voto in appstore sarà un buon riconoscimento per lo sforzo fatto.

Nel frattempo inizierò a raccogliere i dati d’uso, di install e di (eventuali) conversioni alla versione pay per un post di aggiornamento che pubblicherò nei prossimi giorni.

Grazie a tutti per i commenti, l’entusiasmo che avete dimostrato e per avermi seguito in questa esperienza divertente e appassionante.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 7, ci siamo, forse si va in approvazione

January 26th, 2011 | In: iPhone | 8 Commenti »

Sveglia alle 5.30, faccio un check della mail dal letto ma ovviamente è troppo presto per avere un qualsiasi feedback da Kate, mi toccherà aspettare ancora qualche ora. Mi rigiro nervoso nel letto, ricontrollo l’orologio due/tre volte e alla fine crollo di nuovo nel mondo dei sogni.

Sono le 10, mannaccia a me che non ho messo la sveglia.

Corro in ufficio e non c’è ancora alcuna traccia di Kate, le do un colpo di chat e mi risponde con un laconico “let’s see in half an tour”. E’ una storia infinita, quasi peggio dell’attesa per il bug del 2000.

Finalmente ci siamo, sul tracker arriva una nuova versione con il commento “changed the API call parameters”. Incrocio le dita, tocco ferro, scarico il progetto e lo compilo. Ora sembra molto meglio, le sole ricerche affette dal bug maledetto sono quelle per vie nel super centro di una città (a Milano ad esempio cercando case in vendita in Piazza del Duomo), appena ci si allontana dal centro le cose vanno molto meglio e il fix porta benefici.

L’applicazione è quasi pronta, Kate sta lavorando al parsing e alla visualizzazione dei messaggi per il tab mercato dell’applicazione gratis. La pagina dedicata alle info è finita e visualizzerà anche un piccolo promo per TipsandTrip, vediamo se riuscirà a farla risalire un pò nella classifiche.

Mentre aspetto l’ultimo checkin del codice inizio a preparare la descrizione della app per l’app store, i formati grandi per l’icona e le keyword.

A fine pomeriggio trovo la nuova versione del codice su Bitbucket: scarico, installo, testo per una buona decina di minuti (meglio rassegnarsi da subito, qualche bug sarà sicuramente rimasto) e mi preparo all’invio dell’applicazione a Apple per l’approvazione.

E’ un momento sempre un pò magico. Quando clicco sul bottone “DONE” mi girano per la testa questi ultimi 7 giorni di fuoco e sono assalito da mille dubbi: avrò dimenticato qualcosa? ci saranno bug? l’applicazione verrà rifiutata? Apple la segnalerà come app della settimana? (ahhaha, battutona).

Il progetto è finito, resta solo da capire se Apple mi approverà la app. E’ stato faticoso ma anche molto divertente, quasi quasi mi ci rimetto subito e inizio a costruire un’altra applicazione.

Risorse impiegate: 45 ore di sviluppo di Kate = 900$, 10 ore di mio lavoro, 5 bottiglie di vino, 4 negroni, 500 linee di chat su Skype, venti email.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 6 – l’app sembra solida ma Nestoria mi azzoppa

January 25th, 2011 | In: iPhone | 2 Commenti »

Sono le 7 di mattina, mi trascino giù dal letto e do un’occhiata alla posta per vedere se Yuk mi ha risposto. Ci sono ben due sue mail, leggo e tiro un pugno sul tavolo, non sembra che il problema delle API possa essere risolto in tempi brevi. Mi dice che in Italia Nestoria ha qualche problema a localizzare diversi annunci e per questi l’unico modo che hanno è di posizionarli nel centro del comune che hanno identificato.
Soluzione che sembrerebbe anche buona se non fosse che cercando Milano l’app si posiziona su Piazza del Duomo e spara fuori annunci per proprietà immobiliari di Monza o Cinisello.

Mi preparo un caffè e ci ragiono sopra, Yuk dice che proprio non hanno la possibilità di sistemare le API. Maledizione, dovrò cercare una soluzione alternativa per limitare al massimo questo problema. Rileggo la documentazione della API per vedere se con qualche parametro diverso si riesce a rendere meno evidente il bug ma purtroppo non c’è nulla da fare.

Inforco la bici e vado verso l’ufficio. A metà viaggio mi viene un’idea.
Perché non limitare la ricerca degli annunci alla zona di mappa visualizzata invece di dare un centro e un raggio come fa ora l’applicazione? Facendo così dovrei limitare il difetto a ricerche effettuate esclusivamente nel centro geografico di una città. Entro in ufficio e chatto con Kate, le spiego la modifica e mi dice che finiti i task in programma per oggi proverà a cambiare il codice che interroga le API di Nestoria. Dovrei avere una versione aggiornata per domani mattina.

Sono in ansia, se con questo trick non riesco a sistemare il difetto non penso che potrò rilasciare l’applicazione e sarebbe veramente una sfiga mostruosa.

A fine pomeriggio Kate rilascia una nuova versione, purtroppo non c’è nessuna traccia della modifica che le ho richiesto in mattinata, dovrò aspettare domattina per sapere che fine far fare all’applicazione (cestino o appstore).

Controllo le nuove funzionalità e mi sembra tutto a posto: il tab “Mercato” è ben funzionante e mi diverto per una decina di minuti ad andare in giro per le città scoprendo le valutazioni degli immobili nei vari quartieri. Funziona!

Il file JSON e il relativo parser che servirà per fare l’A/B testing delle varie click-to-call per l’upgrade alla versione a pagamento è pronto e va alla grande. Il tracciamento per semplicità lo farò utilizzando gli eventi di Google Analytics. Vediamo se con una serie di frasi carine qualche utente mi regalerà due soldi.

Torno a casa e tengo chiuso il Mac, l’ansia per il fix che arriverà domattina è alta. Meglio uscire e dimenticare tutto con un paio di bicchieri di vino, domani sarà un altro giorno.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 5 – la app prende forma

January 24th, 2011 | In: iPhone | Nessun commento »

Sveglio di prima mattina, mi collego, scarico la nuova versione del codice, testo e do un buongiorno a Kate via chat. Due complimenti fanno sempre piacere e alzano il morale. Ma soprattutto se li merita.

Gli ucraini sono forti, gente fredda, il massimo entusiasmo che dimostrano è uno smile (e pure zoppo – sarà colpa della tastiera cirillica), tutta un’altra cosa rispetto a quando ho avuto il piacere di lavorare con Martin – un argentino che a 2/3 del progetto ha deciso di andare in ritiro spirituale in Brasile e ci ha mollati incasinandoci il Karma. Certo che con lui ogni mattina era un “pesce and love” in chat, qui al massimo un buongiorno/buonasera.

Chiedo a Kate quanto potrebbe volerci per implementare il sistema di in-app purchase per l’upgrade alla versione full dell’applicazione. Mi fredda con una riga di chat “3-4 days to have it finisce”. Mannaggia devo abbandonare l’idea o trovare una soluzione alternativa, certo che mi dispiacerebbe molto non poter fare il test di conversione degli utenti da free a pay.

Potrei però realizzare due versioni simili dell’applicazione e limitare le funzionalità della prima lasciando i grafici con i prezzi di mercato degli immobili per la versione plus. Chiedo a Kate se la cosa può rallentare di molto gli sviluppi e ricevo una buona risposta “No, just a couple of hours”.

Bene, ci saranno due applicazioni: la prima “Cerco Casa” avrà la libreria di advertising attiva e il funzionamento del tab “Mercato” disabilitato; all’apertura di quel tab l’applicazione recupererà da un file JSON le possibili varianti di frase / testo del bottone e le percentuali di probabilità di visualizzazione relativa. Un sistema del genere mi permetterà di fare fine-tuning della frase che avrà un tasso di conversione migliore.

Intanto Kate va forte: il search funziona perfettamente, l’interfaccia grafica è a buon punto e i favoriti funzionano a meraviglia. Ora sta inziando a lavorare sul tab “Mercato” che visualizzerà un grafico con i prezzi al metro quadro degli immobili. Ieri sera le ho aggiunto un task per l’inserimento della libreria di Analytics con i rispettivi eventi da tracciare (map, search, detailed listing, favourite), nel pomeriggio mi avvisa che è tutto pronto. Faccio un test e dopo un paio di ore controllo i dati su Analytics: tutto funziona. Vuoi vedere che finalmente troverò casa?

In serata però mi accorgo di un problema notevole: cercando immobili in zone vicine ai centri della città escono annunci di case che distano anche 20km dalla latitudine/longitudine scelta. Apro la console del debugger dove per fortuna Kate mi ha lasciato i log per tutte le chiamate alle API di Nestoria: faccio qualche test dal browser e scopro che alcuni risultati mancano di latitudine e longitudine. E’ tardi, son stanco e mi girano le balle.
Raccolgo le ultime forze e scrivo un messaggio a Yuk, uno degli sviluppatori di Nestoria con cui mi ero già scritto un paio di mail all’inizio del progetto per spiegargli quello che avrei fatto.

Nemmeno il tempo di spegnere il Mac e Yuk mi risponde, mi dice che domattina controllerà come mai escono dati sballati. Incrocio le dita e vado a letto, se non altro il supporto di Nestoria è top e la cosa mi conforta.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 4 – Il primo pezzo dell’applicazione

January 23rd, 2011 | In: Varie | 2 Commenti »

Riparto dagli ultimi pensieri della notte: come potrei realizzare un micro-sistema di A/B testing al volo? Deve essere una cosa implementabile in qualche ora, non giorni.

Potrei usare un sistema pecoreccio di questo tipo: un file JSON su un server web con l’elenco delle varie frasi da utilizzare e la percentuale di pressione per ognuna di queste.

L’app scarica a ogni avvio il file JSON e lo usa quando l’utente clicca sul tab “Mercato” per visualizzare un testo diverso ogni volta (note to self: attenzione però che ogni utente deve vedere sempre la stessa frase – o forse no… Da pensarci). Poi devo fare in modo che quando l’utente acquista con in-app purchase l’applicazione mandi un segnale a qualche servizio di statistica indicando qual è stata la frase che ha scatenato la vendita. Per questo potrei usare Flurry o Google Analytics oppure anche Mixpanel. Tutti e tre i servizi hanno un buon SDK iPhone che si caccia nel progetto in cinque minuti.

E’ tempo d’iniziare a ragionare sull’icona. Tempo purtroppo non ne ho per andare su 99designs o su altri siti simili e lanciare un concorso. Provo a ingegnarmi da solo, il risultato non sarà un granché ma la corsa contro il tempo continua.

Una casa stilizzata? Banale. Una mappa con un pin? Sembrerebbe l’icona di Google Maps. Un cartello di “vendesi”? Ecco, questa potrebbe funzionare, c’è solo da capire se nel formato 57×57 pixel sarà un macello o si capirà qualcosa.

Apro Photoshop e in una mezz’ora capisco che per le mie capacità un’idea del genere è troppo complessa. Cambio idea, proviamo con una casa stilizzata su carta millimetrata. Tiro fuori una bozza dell’icona in una ventina di minuti. Non è il massimo ma forse ci siamo. Chiederò domani a Juliette di darmi una mano e ridisegnare l’icona in modo che scali bene in tutte le risoluzioni.

Kate si fa sentire di prima mattina, ha un paio di dubbi che le chiarisco al volo. Due minuti di chat e si rimette al lavoro.

Dopo qualche ora mi avvisa che sul tracker c’è una nuova versione del codice: scarico, compilo e testo sul simulatore e sul telefono. Siamo a buon punto, ora funziona la connessione con le API di Nestoria, il parsing e la visualizzazione degli annunci nella lista. Anche il design dell’interfaccia seppur ancora non finito al 100% mi sembra gradevole.

I prossimi step di sviluppo prevedono l’interfacciamento con le API di Google e la geolocalizzazione della posizione dell’utente da passare alle API. Anche la pagina dei settaggi è ancora da mettere in piedi.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 3, Kate si mette al lavoro

January 22nd, 2011 | In: iPhone | 2 Commenti »

Inizio a convertire il paper mockup in mockup Photoshop. Lo stile è semplice, certo un designer mi sarebbe stato utile ma il budget è risicato e i tempi strettissimi.

Finisco di mettere insieme uno stringato documento di specifiche, disegno le ultime parti dell’interfaccia utente e sono pronto per affidare il progetto allo sviluppatore, anzi alla sviluppatrice.

E’ Kate, una ragazza ucraina che ho trovato su Elance qualche mese fa e con la quale mi sono trovato alla grande per la versione due di Tipsandtrip che con Juliette le abbiamo dato da sviluppare. Tariffa concordata 20$ all’ora, professionalità eccezionale e background di primo livello (ha un master in matematica applicata).

Le blocco 40 ore di lavoro nei prossimi 5 giorni, le mando documentazione, mockup e icone e incrocio le dita. Dopo 4 ore mi trovo il primo check-in del codice su bitbucket “initial commit. localization and utils added”, dopo altre 2 ore un secondo check-in “interface”.

Scarico, lancio l’ambiente di sviluppo, compilo e testo. L’applicazione inizia a prendere forma: i tab ci sono, le prime viste anche e i modelli di supporto per il parsing dei file JSON, per il caching delle immagini e per le utils varie sono lì.

Giorno 3 – Notte

Con la testa piena di pensieri torno a concentrarmi sul modello di business e alla possibilità di offrire un’opzione premium con in-app purchase.

Stanotte ho ragionato sulla possibilità di includere qualche sistema primordiale di A/B testing per vedere con quali testi/claim si riescono a convertire più utenti. Potrebbe essere simpatico per tirare su qualche dato utile in futuro e per fare un po’ di esperienza.

Sono un pò stordito dalla stanchezza, vado a letto e ci ripenserò con calma domani.