qualche idea, due riflessioni e un bicchiere di vino. Anche su Twitter e Linkedin.

Le carte dei supereroi

May 28th, 2012 | In: Varie | 2 Commenti »

Una mattina di influenza dei bambini e via a costruire le carte dei superereroi. Gioco banalissimo, ci si sfida scegliendo ogni volta un personaggio con cui giocare e punti di abilità assegnati a piacimento dai miei bimbi (si noteranno le preferenze e l’odio verso batman ad esempio).

A voi il PDF da stampare e ritagliare, buon divertimento :)


Quanto vale una startup in Italia?

March 5th, 2012 | In: startup | 21 Commenti »

Mi capita spesso di vedere startup di amici e conoscenti che stanno cercando di fare fundrasing e tentano il colpo del secolo con la valutazione premoney. Sparano una cifra alta pensando che poi, su quella, dovranno sicuramente trattare al ribasso e in ogni caso “sai mai che qualcuno ci possa cascare”.

C’è anche da considerare che il valore premoney è solo una piccola parte della trattativa che porta a raccogliere i fondi. Bisogna fare attenzione a non guidare la trattativa concentrati solo su questo valore, c’è un mondo che va affrontato e che contorna la valutazione (liquidation preference, eventuali earn-out, veti, percentuale di quota da destinare all’investitore, obiettivi da legare al business plan, ecc.).

Non c’è di certo una regola precisa per valutare una startup in ambito digitale ma ci sono delle linee guida che possono essere comunque prese in considerazione.

Di seguito c’è il mio personale criterio di valutazione che mi piacerebbe venisse integrato da altre idee e suggerimenti.

E’ un calcolo applicabile esclusivamente per startup in ambito digitale (web, mobile) e in Europa. Se volessimo utilizzarlo per startup americane dovremmo aggiungere un elemento per l’eventuale incubatore (con punteggio da 0 a 5) e un altro elemento per eventuali advisor o angel di peso già saliti a bordo della startup (punteggio da 0 a 5) e forse aggiungere un moltiplicatore nella fascia bassa del punteggio (sotto i 15 punti valutazione americana = valutazione europea * 1,5) e un altro moltiplicatore nella fascia alta dei punteggi.

Ho provato a confrontare le valutazioni che emergono da questo calcolo con diversi casi di startup finanziate nel corso dell’ultimo anno in Italia e di cui conosco il pre money a cui hanno chiuso il round. I risultati sono abbastanza in linea  con le evidenze del mercato.

Come calcolare il valore della startup?
Ad ogni elemento della lista che segue viene assegnato un punteggio che trovate tra le parentesi, prendiamo il punteggio per ogni singolo criterio di valutazione (team, prodotto, trazione, economics, dimensione del mercato) e confrontiamo il totale con con la tabella sulle valorizzazioni.

Team

  • Team con un solo fondatore e alla prima esperienza (1)
  • Team ben assortito (tech+webdesign+prodotto/marketing) senza precedenti esperienze imprenditoriali (2)
  • Team ben assortito con buone esperienze precedenti (4)
  • Team di veterani del digitale con aziende e exit di successo alle spalle  (7)
  • Top team, precedente IPO piuttosto che trade sale da 50+ milioni di Euro (10)

Prodotto

  • Solo un’idea (1)
  • Un’idea ben argomentata e con interviste sul campo che ne validano i principi (2)
  • Prototipo ben sviluppato in beta e visibile online (3)
  • Beta online da qualche mese e primi cicli di iterazione già compiuti (4)
  • Prodotto stabile e ben sviluppato (5)

Trazione

  • Nessuna (0)
  • Alpha privata con waiting list corposa e primi commenti positivi al servizio (2)
  • Beta pubblica con crescita stabile e costante (3)
  • Beta pubblica con crescita verticale (5)
  • Crescita esponenziale (8)

Economics

  • nessun ricavo (0)
  • primi ricavi senza particolare crescita (1)
  • ricavi all’inizio ma con crescita sensibile mese/mese (3)
  • ricavi stabili e in forte crescita (4)
  • ricavi in crescita esponenziale (6)

Dimensione del mercato potenziale

  • Solo mercato italiano in una nicchia. Total addressable market < 50 milioni di Euro (0)
  • Mercato internazionale in una nicchia. TAM > 250 milioni di Euro (1)
  • Solo mercato italiano. TAM > 250 milioni di Euro (2)
  • Mercato internazionale. TAM = 1 miliardo di Euro (4)
  • Mercato internazione. TAM > 1 miliardo di Euro (6)

Tabella sulle valorizzazioni pre money:

tra 1 e 4 punti 0 valore
tra 4 e 6 punti tra 100k e 300k Euro
tra 7 e 11 punti tra 400k Euro e 800k Euro
tra 12 e 15 punti tra 1 e 3 milioni di Euro
tra 16 e 18 punti tra 3 e 5 milioni di Euro
19-20 punti tra 6 e 10 milioni di Euro

Quali sono le vostre esperienze? Integrate liberamente nei commenti.

Di seguito il form che una volta compilato vi manda via email l’ipotetica valutazione della vostra startup basata sui criteri di cui sopra. Grazie a Luca Perugini per aver smanettato su Google Script e Docs.


Startup e Italia, qualcosa si inizia a muovere

December 31st, 2011 | In: startup | 31 Commenti »

Che qualcosa si stesse iniziando a muovere lo si vedeva già da qualche tempo. I segnali degli ultimi mesi sono stati chiari e forti: due StartupNight in pochi mesi con oltre 500 persone, l’ultimo MindTheBridge con pitch di alto livello e Beintoo che vince la Leweb Competition.

Il problema, sempre che sia un vero problema e non una paranoia da TechCrunch addicted, è che le notizie pubblicate sui blog internazionali e sulla stampa nostrana raccontano sempre e solo di imprenditori italiani con la valigia di cartone che devono andare all’estero per trovare i fondi. Sarà vero o è una semplice distorsione mediatica?

Dopo un primo post in cui TechCrunch racconta di come Mashape sia dovuta andare all’estero per trovare i finanziamenti e un ultimo in cui, con toni parecchio forti, si parla di Cibando che non avendo trovato i soldi in italia è dovuta uscire dai confini per andare fino a Berlino, ci sono decine di altre storie di successo nella raccolta di fondi da investitori privati e istituzionali italiani.

Ho provato a passare le ultime due ore scavando nella memoria per cercare di far ritornare alla luce le operazioni avvenute negli ultimi mesi in italia.

Sicuramente nell’elenco che segue mancheranno alcune operazioni, aiutatemi voi a completarlo aggiungendo i dettagli nei commenti (grazie!).

  • Not disclosed* – 2 ml/Euro
  • Not disclosed* – 1 ml/Euro
  • Not disclosed* – 400k/Euro
  • Not disclosed* – 400k/Euro
  • Not disclosed* – 2 ml/Euro
  • Sardex – Dpixel
  • Pantea – 750k/Euro Atlante + Neomobile
  • CrowdEngineering – 3 ml/Euro – Principia + Dpixel
  • SpinVector – 2 ml/Euro – Atlante
  • Spreaker – 470k/Euro – IAG + Zeta Meta Ventures
  • Nomesia – 270k/Euro – IAG
  • Beintoo – 200k/Euro – Angel
  • Geomercato – Angel
  • Ofootball – Angel
  • Heyware – 150k/Euro – Seeweb
  • CityNews – 3.3 ml/Euro – Principia
  • Nonricordoilnomemamiverràinmente – Angel
  • Viamente – Angel + Dpixel
  • Applix – 3 ml/Euro – Principia + AngelLab + UnlimitedFun
  • MusicXmatch – 3 ml/Euro – Micheli e associati + Angel
  • Risparmiosuper – Zernike + LVenture
  • AutoXY – 1,2ml/Euro – Vertis
  • Moneyfarm – Annapurna + Jupiter
  • Tiltap – Hfarm
  • Prestiamoci – Smava.de
  • Mobnotes – 600k/Euro – Brainspark
  • Jobslot – Hfarm
  • Yogitech – 1,5ml/Euro – Atlante
  • PromoQui – 1,2ml/Euro – Vertis
  • Ohikia – 240k/Euro – IAG
  • Win – 800k/Euro – IAG + Altri
  • Sportilia – Angel
  • 5 seed Hfarm tra cui Corso 12, ecc.
  • AdmantX – 1,5 ml/Euro – Atlante
  • S5Tech – 2 ml/Euro – IAG + Altri
  • appsbuilder – Annapurna
  • Soundreef (01-2011) – LVenture
  • Soundreef (09-2011) – Serie A – Famiglia di industriali
  • Fubles – 300k/Euro – Angel + Piol
  • Iubenda – Angel + Dpixel

* Operazioni avvenute nelle ultime settimane di cui sono a conoscenza ma ancora non comunicate.

Solo tra le operazioni di cui sono stati comunicati gli importi del round si contano oltre 20 milioni di Euro di fondi raccolti da investitori italiani. Immagino che un’altra manciata di milioni possano trovarsi tra le operazioni i cui dati non sono stati resi pubblici.

Una distorsione mediatica quindi? Certamente sì.
Da una parte c’è la necessità per gli organi della stampa e per i blog di “fare notizia” e dall’altra c’è sicuramente la chiacchiera da bar tra gli startupper che faticano a trovare i fondi. In questo ultimo caso, invece che concentrarsi sul cercare di migliorare la propria business idea, molto spesso per i giovani è più comodo affidarsi ai presunti problemi legati al sistema e non tanto alle criticità della propria idea imprenditoriale.

I soldi ci sono anche in Italia e nel 2012 ce ne saranno ancora di più.

Bisogna però saperli cercare, avere un piano credibile e spesso un prototipo con qualche metrica già interessante. Ma soprattutto bisogna crederci e lavurà!


Il primo mese di Wikli

March 18th, 2011 | In: startup | 16 Commenti »

Circa un mese fa ho iniziato a pensare che, probabilmente grazie anche alla tonnellata di post pubblicati in Blogo negli ultimi anni, siamo sommersi da troppe informazioni. L’information overload si sta impossessando di noi: twitter, facebook, blog, news, aggregatori rss ci innondano ogni giorno di informazioni piatte, non pre-digerite e senza alcun minimo di approfondimento.

Mi sono detto: non sarebbe male un’informazione verticale curata, settimanale, da distribuire con una mail? Un digest che raccolga il meglio delle news circolate in settimana, ne approfondisca una in particolare e sia arricchito da un paio di rubriche curiose.

Così ho creato startup wikli, il meglio su web, business e startup in un digest settimanale.

Poi ho ragionato sul metodo di distribuzione e ho deciso di usare il modello a referral diventato famoso con Hipster, Yobongo e LaunchRock.

Ho iniziato a mettere insieme un pò di spaghetti code – d’altronde dopo 10 anni che non scrivevo una riga di più non potevo pensare di tirare fuori – e in 4-5 giorni la prima alpha del prodotto era pronta.

wikli e a/b testingA quel punto ho comprato una piccola campagna su Facebook per far arrivare i primi utenti e iniziato a furia di A/B testing a ottimizzare il processo di iscrizione. Prima un +30%, poi ancora un 50% e alla fine la versione che è attualmente online si è dimostrata più performante rispetto alla prima che avevo ipotizzato di oltre il 300%.

Nel frattempo stavo guardando i vari servizi SaaS su cui appoggiarmi per l’invio del digest via email. Qualche ora a studiare in giro, un primo test con MailChimp (forse il più usato e famoso), poi qualche prova con CampaignMonitor e con un paio di altri. Nessuno mi ha soddisfatto, troppo “pesanti” come UI e legati alle loro logiche, volevo qualcosa di più snello e che mi lasciasse piena libertà di azione. Altro problema non indifferente è che non volevo che al digest la gente si potesse iscrivere/disiscrivere se non passando per startup.wikli.it.

Per fortuna sono poi atterrato su SendGrid, una API fatta molto bene, qualche plugin interessante e grandissima libertà nell’implementazione. Ancora qualche ora di codice e il primo digest viene mandato a un centinaio di iscritti.

Passa qualche giorno e rendo pubblico il lancio, gli iscritti aumentano vertiginosamente (il meccanismo di referral funziona alla perfezione nonostante alcune critiche), il K factor (viral loop) si mantiene alto e così parte il secondo digest, poi il terzo e oggi il quarto.

I primi risultati sono incoraggianti: il contenuto sembra piacere, il meccanismo di tracking dei link più cliccati funziona, i primi lanci di proposte esclusive vanno alla grande. Cultur Konvivio raccoglie decine e decine di richieste nelle prime ore dall’inserimento nel digest, Dayri brucia i 20 inviti alla alpha in pochi minuti e ogni settimana attraverso il digest vengono distribuiti oltre un migliaio di click.

In tutto questo non è da sottovalutare il supporto che mi sta dando Juliette, mia socia nell’iniziativa. Prima nella critica costruttiva alle mie idee ed editor con i controcazzi dei miei appunti settimanali.

Cosa ci aspetta il futuro? A breve sbarcheremo in Francia e US con due versioni localizzate di Startup Wikli, poi sarà il turno di qualche altro verticale in italia. Se volete commentare i primi numeri potete farlo su Facebook e seguirci su Twitter.


Cerco Casa sbarca su AppStore

February 3rd, 2011 | In: iPhone | 6 Commenti »

Dopo avervi raccontato giorno per giorno lo sviluppo dell’applicazione per iPhone Cerco Casa, è arrivato il momento del rilascio su AppStore.

Il colpo di scena non poteva mancare ed è avvenuto cinque giorni dopo l’invio a Apple per l’approvazione. La app viene approvata e mi rendo conto, per puro miracolo, che c’è un bug con iOS 4.2: la app resta in loop durante la geolocalizzazione e non riesce a individuare la posizione del telefono.
Dopo qualche minuto di sconforto, per fortuna avevo bloccato con una data in futuro il rilascio della app, batto un colpo di chat a Kate che sempre super disponibile sistema il bug in un paio di ore di lavoro e mi rimanda il progetto aggiornato. Compilo, impacchetto, rimando in approvazione a Apple e incrocio le dita. Finalmente ieri l’upgrade dell’applicazione viene approvato. E’ ora di lanciarla e vedere cosa ne pensano gli utenti.

Cerco Casa è un’applicazione che consente di visualizzare gli annunci per case in vendita o affitto nelle immediate vicinanze di dove ci si trova, è inoltre possibile ricercare annunci in zone diverse da quella geolocalizzata automaticamente dall’applicazione. Sono disponibili diversi filtri di ricerca (numero di locali, affitto o vendita, soglie di prezzo) e alcuni criteri per l’ordinamento dei risultati.

Oltre alla visualizzazione degli annunci immobiliari, che vengono aggregati da tutti i principali siti del settore, è possibile salvare un risultato tra i propri preferiti per una consultazione futura.

L’applicazione è disponibile in due versioni: Cerco Casa (free) e Cerco Casa+ (a 0,79 Euro). La versione Plus elimina i banner pubblicitari e aggiunge la funzionalità che permette di visualizzare gli andamenti storici dei prezzi delle quotazioni degli immobili per zona geografica. 

Se vi è piaciuto il progetto e il diario vi ha regalato momenti di svago, un voto in appstore sarà un buon riconoscimento per lo sforzo fatto.

Nel frattempo inizierò a raccogliere i dati d’uso, di install e di (eventuali) conversioni alla versione pay per un post di aggiornamento che pubblicherò nei prossimi giorni.

Grazie a tutti per i commenti, l’entusiasmo che avete dimostrato e per avermi seguito in questa esperienza divertente e appassionante.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 7, ci siamo, forse si va in approvazione

January 26th, 2011 | In: iPhone | 8 Commenti »

Sveglia alle 5.30, faccio un check della mail dal letto ma ovviamente è troppo presto per avere un qualsiasi feedback da Kate, mi toccherà aspettare ancora qualche ora. Mi rigiro nervoso nel letto, ricontrollo l’orologio due/tre volte e alla fine crollo di nuovo nel mondo dei sogni.

Sono le 10, mannaccia a me che non ho messo la sveglia.

Corro in ufficio e non c’è ancora alcuna traccia di Kate, le do un colpo di chat e mi risponde con un laconico “let’s see in half an tour”. E’ una storia infinita, quasi peggio dell’attesa per il bug del 2000.

Finalmente ci siamo, sul tracker arriva una nuova versione con il commento “changed the API call parameters”. Incrocio le dita, tocco ferro, scarico il progetto e lo compilo. Ora sembra molto meglio, le sole ricerche affette dal bug maledetto sono quelle per vie nel super centro di una città (a Milano ad esempio cercando case in vendita in Piazza del Duomo), appena ci si allontana dal centro le cose vanno molto meglio e il fix porta benefici.

L’applicazione è quasi pronta, Kate sta lavorando al parsing e alla visualizzazione dei messaggi per il tab mercato dell’applicazione gratis. La pagina dedicata alle info è finita e visualizzerà anche un piccolo promo per TipsandTrip, vediamo se riuscirà a farla risalire un pò nella classifiche.

Mentre aspetto l’ultimo checkin del codice inizio a preparare la descrizione della app per l’app store, i formati grandi per l’icona e le keyword.

A fine pomeriggio trovo la nuova versione del codice su Bitbucket: scarico, installo, testo per una buona decina di minuti (meglio rassegnarsi da subito, qualche bug sarà sicuramente rimasto) e mi preparo all’invio dell’applicazione a Apple per l’approvazione.

E’ un momento sempre un pò magico. Quando clicco sul bottone “DONE” mi girano per la testa questi ultimi 7 giorni di fuoco e sono assalito da mille dubbi: avrò dimenticato qualcosa? ci saranno bug? l’applicazione verrà rifiutata? Apple la segnalerà come app della settimana? (ahhaha, battutona).

Il progetto è finito, resta solo da capire se Apple mi approverà la app. E’ stato faticoso ma anche molto divertente, quasi quasi mi ci rimetto subito e inizio a costruire un’altra applicazione.

Risorse impiegate: 45 ore di sviluppo di Kate = 900$, 10 ore di mio lavoro, 5 bottiglie di vino, 4 negroni, 500 linee di chat su Skype, venti email.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 6 – l’app sembra solida ma Nestoria mi azzoppa

January 25th, 2011 | In: iPhone | 2 Commenti »

Sono le 7 di mattina, mi trascino giù dal letto e do un’occhiata alla posta per vedere se Yuk mi ha risposto. Ci sono ben due sue mail, leggo e tiro un pugno sul tavolo, non sembra che il problema delle API possa essere risolto in tempi brevi. Mi dice che in Italia Nestoria ha qualche problema a localizzare diversi annunci e per questi l’unico modo che hanno è di posizionarli nel centro del comune che hanno identificato.
Soluzione che sembrerebbe anche buona se non fosse che cercando Milano l’app si posiziona su Piazza del Duomo e spara fuori annunci per proprietà immobiliari di Monza o Cinisello.

Mi preparo un caffè e ci ragiono sopra, Yuk dice che proprio non hanno la possibilità di sistemare le API. Maledizione, dovrò cercare una soluzione alternativa per limitare al massimo questo problema. Rileggo la documentazione della API per vedere se con qualche parametro diverso si riesce a rendere meno evidente il bug ma purtroppo non c’è nulla da fare.

Inforco la bici e vado verso l’ufficio. A metà viaggio mi viene un’idea.
Perché non limitare la ricerca degli annunci alla zona di mappa visualizzata invece di dare un centro e un raggio come fa ora l’applicazione? Facendo così dovrei limitare il difetto a ricerche effettuate esclusivamente nel centro geografico di una città. Entro in ufficio e chatto con Kate, le spiego la modifica e mi dice che finiti i task in programma per oggi proverà a cambiare il codice che interroga le API di Nestoria. Dovrei avere una versione aggiornata per domani mattina.

Sono in ansia, se con questo trick non riesco a sistemare il difetto non penso che potrò rilasciare l’applicazione e sarebbe veramente una sfiga mostruosa.

A fine pomeriggio Kate rilascia una nuova versione, purtroppo non c’è nessuna traccia della modifica che le ho richiesto in mattinata, dovrò aspettare domattina per sapere che fine far fare all’applicazione (cestino o appstore).

Controllo le nuove funzionalità e mi sembra tutto a posto: il tab “Mercato” è ben funzionante e mi diverto per una decina di minuti ad andare in giro per le città scoprendo le valutazioni degli immobili nei vari quartieri. Funziona!

Il file JSON e il relativo parser che servirà per fare l’A/B testing delle varie click-to-call per l’upgrade alla versione a pagamento è pronto e va alla grande. Il tracciamento per semplicità lo farò utilizzando gli eventi di Google Analytics. Vediamo se con una serie di frasi carine qualche utente mi regalerà due soldi.

Torno a casa e tengo chiuso il Mac, l’ansia per il fix che arriverà domattina è alta. Meglio uscire e dimenticare tutto con un paio di bicchieri di vino, domani sarà un altro giorno.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 5 – la app prende forma

January 24th, 2011 | In: iPhone | Nessun commento »

Sveglio di prima mattina, mi collego, scarico la nuova versione del codice, testo e do un buongiorno a Kate via chat. Due complimenti fanno sempre piacere e alzano il morale. Ma soprattutto se li merita.

Gli ucraini sono forti, gente fredda, il massimo entusiasmo che dimostrano è uno smile (e pure zoppo – sarà colpa della tastiera cirillica), tutta un’altra cosa rispetto a quando ho avuto il piacere di lavorare con Martin – un argentino che a 2/3 del progetto ha deciso di andare in ritiro spirituale in Brasile e ci ha mollati incasinandoci il Karma. Certo che con lui ogni mattina era un “pesce and love” in chat, qui al massimo un buongiorno/buonasera.

Chiedo a Kate quanto potrebbe volerci per implementare il sistema di in-app purchase per l’upgrade alla versione full dell’applicazione. Mi fredda con una riga di chat “3-4 days to have it finisce”. Mannaggia devo abbandonare l’idea o trovare una soluzione alternativa, certo che mi dispiacerebbe molto non poter fare il test di conversione degli utenti da free a pay.

Potrei però realizzare due versioni simili dell’applicazione e limitare le funzionalità della prima lasciando i grafici con i prezzi di mercato degli immobili per la versione plus. Chiedo a Kate se la cosa può rallentare di molto gli sviluppi e ricevo una buona risposta “No, just a couple of hours”.

Bene, ci saranno due applicazioni: la prima “Cerco Casa” avrà la libreria di advertising attiva e il funzionamento del tab “Mercato” disabilitato; all’apertura di quel tab l’applicazione recupererà da un file JSON le possibili varianti di frase / testo del bottone e le percentuali di probabilità di visualizzazione relativa. Un sistema del genere mi permetterà di fare fine-tuning della frase che avrà un tasso di conversione migliore.

Intanto Kate va forte: il search funziona perfettamente, l’interfaccia grafica è a buon punto e i favoriti funzionano a meraviglia. Ora sta inziando a lavorare sul tab “Mercato” che visualizzerà un grafico con i prezzi al metro quadro degli immobili. Ieri sera le ho aggiunto un task per l’inserimento della libreria di Analytics con i rispettivi eventi da tracciare (map, search, detailed listing, favourite), nel pomeriggio mi avvisa che è tutto pronto. Faccio un test e dopo un paio di ore controllo i dati su Analytics: tutto funziona. Vuoi vedere che finalmente troverò casa?

In serata però mi accorgo di un problema notevole: cercando immobili in zone vicine ai centri della città escono annunci di case che distano anche 20km dalla latitudine/longitudine scelta. Apro la console del debugger dove per fortuna Kate mi ha lasciato i log per tutte le chiamate alle API di Nestoria: faccio qualche test dal browser e scopro che alcuni risultati mancano di latitudine e longitudine. E’ tardi, son stanco e mi girano le balle.
Raccolgo le ultime forze e scrivo un messaggio a Yuk, uno degli sviluppatori di Nestoria con cui mi ero già scritto un paio di mail all’inizio del progetto per spiegargli quello che avrei fatto.

Nemmeno il tempo di spegnere il Mac e Yuk mi risponde, mi dice che domattina controllerà come mai escono dati sballati. Incrocio le dita e vado a letto, se non altro il supporto di Nestoria è top e la cosa mi conforta.