qualche idea, due riflessioni e un bicchiere di vino. Anche su Twitter e Linkedin.

Quanto vale una startup in Italia?

March 5th, 2012 | In: startup | 24 Commenti »

Mi capita spesso di vedere startup di amici e conoscenti che stanno cercando di fare fundrasing e tentano il colpo del secolo con la valutazione premoney. Sparano una cifra alta pensando che poi, su quella, dovranno sicuramente trattare al ribasso e in ogni caso “sai mai che qualcuno ci possa cascare”.

C’è anche da considerare che il valore premoney è solo una piccola parte della trattativa che porta a raccogliere i fondi. Bisogna fare attenzione a non guidare la trattativa concentrati solo su questo valore, c’è un mondo che va affrontato e che contorna la valutazione (liquidation preference, eventuali earn-out, veti, percentuale di quota da destinare all’investitore, obiettivi da legare al business plan, ecc.).

Non c’è di certo una regola precisa per valutare una startup in ambito digitale ma ci sono delle linee guida che possono essere comunque prese in considerazione.

Di seguito c’è il mio personale criterio di valutazione che mi piacerebbe venisse integrato da altre idee e suggerimenti.

E’ un calcolo applicabile esclusivamente per startup in ambito digitale (web, mobile) e in Europa. Se volessimo utilizzarlo per startup americane dovremmo aggiungere un elemento per l’eventuale incubatore (con punteggio da 0 a 5) e un altro elemento per eventuali advisor o angel di peso già saliti a bordo della startup (punteggio da 0 a 5) e forse aggiungere un moltiplicatore nella fascia bassa del punteggio (sotto i 15 punti valutazione americana = valutazione europea * 1,5) e un altro moltiplicatore nella fascia alta dei punteggi.

Ho provato a confrontare le valutazioni che emergono da questo calcolo con diversi casi di startup finanziate nel corso dell’ultimo anno in Italia e di cui conosco il pre money a cui hanno chiuso il round. I risultati sono abbastanza in linea  con le evidenze del mercato.

Come calcolare il valore della startup?
Ad ogni elemento della lista che segue viene assegnato un punteggio che trovate tra le parentesi, prendiamo il punteggio per ogni singolo criterio di valutazione (team, prodotto, trazione, economics, dimensione del mercato) e confrontiamo il totale con con la tabella sulle valorizzazioni.

Team

  • Team con un solo fondatore e alla prima esperienza (1)
  • Team ben assortito (tech+webdesign+prodotto/marketing) senza precedenti esperienze imprenditoriali (2)
  • Team ben assortito con buone esperienze precedenti (4)
  • Team di veterani del digitale con aziende e exit di successo alle spalle  (7)
  • Top team, precedente IPO piuttosto che trade sale da 50+ milioni di Euro (10)

Prodotto

  • Solo un’idea (1)
  • Un’idea ben argomentata e con interviste sul campo che ne validano i principi (2)
  • Prototipo ben sviluppato in beta e visibile online (3)
  • Beta online da qualche mese e primi cicli di iterazione già compiuti (4)
  • Prodotto stabile e ben sviluppato (5)

Trazione

  • Nessuna (0)
  • Alpha privata con waiting list corposa e primi commenti positivi al servizio (2)
  • Beta pubblica con crescita stabile e costante (3)
  • Beta pubblica con crescita verticale (5)
  • Crescita esponenziale (8)

Economics

  • nessun ricavo (0)
  • primi ricavi senza particolare crescita (1)
  • ricavi all’inizio ma con crescita sensibile mese/mese (3)
  • ricavi stabili e in forte crescita (4)
  • ricavi in crescita esponenziale (6)

Dimensione del mercato potenziale

  • Solo mercato italiano in una nicchia. Total addressable market < 50 milioni di Euro (0)
  • Mercato internazionale in una nicchia. TAM > 250 milioni di Euro (1)
  • Solo mercato italiano. TAM > 250 milioni di Euro (2)
  • Mercato internazionale. TAM = 1 miliardo di Euro (4)
  • Mercato internazione. TAM > 1 miliardo di Euro (6)

Tabella sulle valorizzazioni pre money:

tra 1 e 4 punti 0 valore
tra 4 e 6 punti tra 100k e 300k Euro
tra 7 e 11 punti tra 400k Euro e 800k Euro
tra 12 e 15 punti tra 1 e 3 milioni di Euro
tra 16 e 18 punti tra 3 e 5 milioni di Euro
19-20 punti tra 6 e 10 milioni di Euro

Quali sono le vostre esperienze? Integrate liberamente nei commenti.

Di seguito il form che una volta compilato vi manda via email l’ipotetica valutazione della vostra startup basata sui criteri di cui sopra. Grazie a Luca Perugini per aver smanettato su Google Script e Docs.


Startup e Italia, qualcosa si inizia a muovere

December 31st, 2011 | In: startup | 31 Commenti »

Che qualcosa si stesse iniziando a muovere lo si vedeva già da qualche tempo. I segnali degli ultimi mesi sono stati chiari e forti: due StartupNight in pochi mesi con oltre 500 persone, l’ultimo MindTheBridge con pitch di alto livello e Beintoo che vince la Leweb Competition.

Il problema, sempre che sia un vero problema e non una paranoia da TechCrunch addicted, è che le notizie pubblicate sui blog internazionali e sulla stampa nostrana raccontano sempre e solo di imprenditori italiani con la valigia di cartone che devono andare all’estero per trovare i fondi. Sarà vero o è una semplice distorsione mediatica?

Dopo un primo post in cui TechCrunch racconta di come Mashape sia dovuta andare all’estero per trovare i finanziamenti e un ultimo in cui, con toni parecchio forti, si parla di Cibando che non avendo trovato i soldi in italia è dovuta uscire dai confini per andare fino a Berlino, ci sono decine di altre storie di successo nella raccolta di fondi da investitori privati e istituzionali italiani.

Ho provato a passare le ultime due ore scavando nella memoria per cercare di far ritornare alla luce le operazioni avvenute negli ultimi mesi in italia.

Sicuramente nell’elenco che segue mancheranno alcune operazioni, aiutatemi voi a completarlo aggiungendo i dettagli nei commenti (grazie!).

  • Not disclosed* – 2 ml/Euro
  • Not disclosed* – 1 ml/Euro
  • Not disclosed* – 400k/Euro
  • Not disclosed* – 400k/Euro
  • Not disclosed* – 2 ml/Euro
  • Sardex – Dpixel
  • Pantea – 750k/Euro Atlante + Neomobile
  • CrowdEngineering – 3 ml/Euro – Principia + Dpixel
  • SpinVector – 2 ml/Euro – Atlante
  • Spreaker – 470k/Euro – IAG + Zeta Meta Ventures
  • Nomesia – 270k/Euro – IAG
  • Beintoo – 200k/Euro – Angel
  • Geomercato – Angel
  • Ofootball – Angel
  • Heyware – 150k/Euro – Seeweb
  • CityNews – 3.3 ml/Euro – Principia
  • Nonricordoilnomemamiverràinmente – Angel
  • Viamente – Angel + Dpixel
  • Applix – 3 ml/Euro – Principia + AngelLab + UnlimitedFun
  • MusicXmatch – 3 ml/Euro – Micheli e associati + Angel
  • Risparmiosuper – Zernike + LVenture
  • AutoXY – 1,2ml/Euro – Vertis
  • Moneyfarm – Annapurna + Jupiter
  • Tiltap – Hfarm
  • Prestiamoci – Smava.de
  • Mobnotes – 600k/Euro – Brainspark
  • Jobslot – Hfarm
  • Yogitech – 1,5ml/Euro – Atlante
  • PromoQui – 1,2ml/Euro – Vertis
  • Ohikia – 240k/Euro – IAG
  • Win – 800k/Euro – IAG + Altri
  • Sportilia – Angel
  • 5 seed Hfarm tra cui Corso 12, ecc.
  • AdmantX – 1,5 ml/Euro – Atlante
  • S5Tech – 2 ml/Euro – IAG + Altri
  • appsbuilder – Annapurna
  • Soundreef (01-2011) – LVenture
  • Soundreef (09-2011) – Serie A – Famiglia di industriali
  • Fubles – 300k/Euro – Angel + Piol
  • Iubenda – Angel + Dpixel

* Operazioni avvenute nelle ultime settimane di cui sono a conoscenza ma ancora non comunicate.

Solo tra le operazioni di cui sono stati comunicati gli importi del round si contano oltre 20 milioni di Euro di fondi raccolti da investitori italiani. Immagino che un’altra manciata di milioni possano trovarsi tra le operazioni i cui dati non sono stati resi pubblici.

Una distorsione mediatica quindi? Certamente sì.
Da una parte c’è la necessità per gli organi della stampa e per i blog di “fare notizia” e dall’altra c’è sicuramente la chiacchiera da bar tra gli startupper che faticano a trovare i fondi. In questo ultimo caso, invece che concentrarsi sul cercare di migliorare la propria business idea, molto spesso per i giovani è più comodo affidarsi ai presunti problemi legati al sistema e non tanto alle criticità della propria idea imprenditoriale.

I soldi ci sono anche in Italia e nel 2012 ce ne saranno ancora di più.

Bisogna però saperli cercare, avere un piano credibile e spesso un prototipo con qualche metrica già interessante. Ma soprattutto bisogna crederci e lavurà!


Il primo mese di Wikli

March 18th, 2011 | In: startup | 16 Commenti »

Circa un mese fa ho iniziato a pensare che, probabilmente grazie anche alla tonnellata di post pubblicati in Blogo negli ultimi anni, siamo sommersi da troppe informazioni. L’information overload si sta impossessando di noi: twitter, facebook, blog, news, aggregatori rss ci innondano ogni giorno di informazioni piatte, non pre-digerite e senza alcun minimo di approfondimento.

Mi sono detto: non sarebbe male un’informazione verticale curata, settimanale, da distribuire con una mail? Un digest che raccolga il meglio delle news circolate in settimana, ne approfondisca una in particolare e sia arricchito da un paio di rubriche curiose.

Così ho creato startup wikli, il meglio su web, business e startup in un digest settimanale.

Poi ho ragionato sul metodo di distribuzione e ho deciso di usare il modello a referral diventato famoso con Hipster, Yobongo e LaunchRock.

Ho iniziato a mettere insieme un pò di spaghetti code – d’altronde dopo 10 anni che non scrivevo una riga di più non potevo pensare di tirare fuori – e in 4-5 giorni la prima alpha del prodotto era pronta.

wikli e a/b testingA quel punto ho comprato una piccola campagna su Facebook per far arrivare i primi utenti e iniziato a furia di A/B testing a ottimizzare il processo di iscrizione. Prima un +30%, poi ancora un 50% e alla fine la versione che è attualmente online si è dimostrata più performante rispetto alla prima che avevo ipotizzato di oltre il 300%.

Nel frattempo stavo guardando i vari servizi SaaS su cui appoggiarmi per l’invio del digest via email. Qualche ora a studiare in giro, un primo test con MailChimp (forse il più usato e famoso), poi qualche prova con CampaignMonitor e con un paio di altri. Nessuno mi ha soddisfatto, troppo “pesanti” come UI e legati alle loro logiche, volevo qualcosa di più snello e che mi lasciasse piena libertà di azione. Altro problema non indifferente è che non volevo che al digest la gente si potesse iscrivere/disiscrivere se non passando per startup.wikli.it.

Per fortuna sono poi atterrato su SendGrid, una API fatta molto bene, qualche plugin interessante e grandissima libertà nell’implementazione. Ancora qualche ora di codice e il primo digest viene mandato a un centinaio di iscritti.

Passa qualche giorno e rendo pubblico il lancio, gli iscritti aumentano vertiginosamente (il meccanismo di referral funziona alla perfezione nonostante alcune critiche), il K factor (viral loop) si mantiene alto e così parte il secondo digest, poi il terzo e oggi il quarto.

I primi risultati sono incoraggianti: il contenuto sembra piacere, il meccanismo di tracking dei link più cliccati funziona, i primi lanci di proposte esclusive vanno alla grande. Cultur Konvivio raccoglie decine e decine di richieste nelle prime ore dall’inserimento nel digest, Dayri brucia i 20 inviti alla alpha in pochi minuti e ogni settimana attraverso il digest vengono distribuiti oltre un migliaio di click.

In tutto questo non è da sottovalutare il supporto che mi sta dando Juliette, mia socia nell’iniziativa. Prima nella critica costruttiva alle mie idee ed editor con i controcazzi dei miei appunti settimanali.

Cosa ci aspetta il futuro? A breve sbarcheremo in Francia e US con due versioni localizzate di Startup Wikli, poi sarà il turno di qualche altro verticale in italia. Se volete commentare i primi numeri potete farlo su Facebook e seguirci su Twitter.


weatherQube e la protezione delle idee nelle startup

November 24th, 2010 | In: startup | 20 Commenti »

Prendo spunto dal recente post di Francesco Sullo per mettere a nudo un’idea su cui ho lavorato a tempo perso nelle ultime settimane.

E’ fine settembre. Davanti a me un buon negroni in compagnia di Juliette che mi racconta di un articolo sulla Internet of Things letto in giornata. Finisco il negroni e mi fiondo a leggere il pezzo in cui Leandro Agro racconta la sua visione sugli oggetti interconnessi e “vivi”, un bellissimo pezzo.

Nei giorni successivi continuo a pensare alla IoT, a cosa potrebbe essere utile e a come applicarne il concetto nell’uso che facciamo tutti i giorni degli oggetti che ci circondano. Dopo qualche giorno mi balena un’idea, semplice e forse facilmente realizzabile.

Perché non creare una piccola sonda Wi-Fi autoalimentata che rilevi temperatura, pressione barometrica e umidità – invii periodicamente questi dati alla cloud e li renda poi disponibili via web o con app mobile?

Potrebbe in effetti essere una valida alternativa a quegli schifosi barometri domestici che vanno tanto di moda, Oregon Scientific in particolare.

Inizio a buttare giù qualche appunto, scandaglio la rete per cercare tra cina e stati uniti un possibile produttore, navigo per capire se esista già qualcosa di simile e dedico una manciata di sere ad affinare l’idea. Tempo una settimana e il pitch è pronto, il possibile produttore (BTW in italia) mi conferma la possibilità di realizzare un aggeggio simile e l’idea è messa a punto.

Ecco, appunto, l’idea. L’idea che però non basta, servirebbe a questo punto tanto tempo per poter far partire la startup.

Ma il mio tempo in questo momento non è sufficiente a far tutto, sono concentrato su Blogo e su un paio di altri progetti laterali minori. Meglio liberare l’idea e sentire cosa ne pensa la gente. Se poi qualcuno la volesse realizzare mi faccia un trillo. E se vi sembra una colossale vaccata fatemelo sapere in modo che la prossima volta non inciampi in un’idea simile.