qualche idea, due riflessioni e un bicchiere di vino. Anche su Twitter e Linkedin.

Le carte dei supereroi

May 28th, 2012 | In: Varie | 2 Commenti »

Una mattina di influenza dei bambini e via a costruire le carte dei superereroi. Gioco banalissimo, ci si sfida scegliendo ogni volta un personaggio con cui giocare e punti di abilità assegnati a piacimento dai miei bimbi (si noteranno le preferenze e l’odio verso batman ad esempio).

A voi il PDF da stampare e ritagliare, buon divertimento :)


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 4 – Il primo pezzo dell’applicazione

January 23rd, 2011 | In: Varie | 2 Commenti »

Riparto dagli ultimi pensieri della notte: come potrei realizzare un micro-sistema di A/B testing al volo? Deve essere una cosa implementabile in qualche ora, non giorni.

Potrei usare un sistema pecoreccio di questo tipo: un file JSON su un server web con l’elenco delle varie frasi da utilizzare e la percentuale di pressione per ognuna di queste.

L’app scarica a ogni avvio il file JSON e lo usa quando l’utente clicca sul tab “Mercato” per visualizzare un testo diverso ogni volta (note to self: attenzione però che ogni utente deve vedere sempre la stessa frase – o forse no… Da pensarci). Poi devo fare in modo che quando l’utente acquista con in-app purchase l’applicazione mandi un segnale a qualche servizio di statistica indicando qual è stata la frase che ha scatenato la vendita. Per questo potrei usare Flurry o Google Analytics oppure anche Mixpanel. Tutti e tre i servizi hanno un buon SDK iPhone che si caccia nel progetto in cinque minuti.

E’ tempo d’iniziare a ragionare sull’icona. Tempo purtroppo non ne ho per andare su 99designs o su altri siti simili e lanciare un concorso. Provo a ingegnarmi da solo, il risultato non sarà un granché ma la corsa contro il tempo continua.

Una casa stilizzata? Banale. Una mappa con un pin? Sembrerebbe l’icona di Google Maps. Un cartello di “vendesi”? Ecco, questa potrebbe funzionare, c’è solo da capire se nel formato 57×57 pixel sarà un macello o si capirà qualcosa.

Apro Photoshop e in una mezz’ora capisco che per le mie capacità un’idea del genere è troppo complessa. Cambio idea, proviamo con una casa stilizzata su carta millimetrata. Tiro fuori una bozza dell’icona in una ventina di minuti. Non è il massimo ma forse ci siamo. Chiederò domani a Juliette di darmi una mano e ridisegnare l’icona in modo che scali bene in tutte le risoluzioni.

Kate si fa sentire di prima mattina, ha un paio di dubbi che le chiarisco al volo. Due minuti di chat e si rimette al lavoro.

Dopo qualche ora mi avvisa che sul tracker c’è una nuova versione del codice: scarico, compilo e testo sul simulatore e sul telefono. Siamo a buon punto, ora funziona la connessione con le API di Nestoria, il parsing e la visualizzazione degli annunci nella lista. Anche il design dell’interfaccia seppur ancora non finito al 100% mi sembra gradevole.

I prossimi step di sviluppo prevedono l’interfacciamento con le API di Google e la geolocalizzazione della posizione dell’utente da passare alle API. Anche la pagina dei settaggi è ancora da mettere in piedi.


Un nuovo layout di pagina profilo per Facebook?

December 5th, 2010 | In: Varie | Nessun commento »

Dal video di presentazione dello speciale di CBS dedicato a Zuckerberg un’anticipazione per quello che dovrebbe essere il nuovo layout della pagina di profilo.

A prima vista sembra mi sembra un taglio molto orientato al SEO e che potrebbe diventare la pagina “about me” di molti: studi, lavoro, famiglia. Inizieranno a dar fastidio anche a linkedin?


Gamification di un sito web: badge, classifiche e reward

November 29th, 2010 | In: Varie | 3 Commenti »

Riepilogo qualche riflessione sparsa che ho fatto negli ultimi giorni sui vari sistemi di rewarding / badging. Meccanismi che stanno avendo molto successo negli ultimi tempi (Foursquare, Gowalla in primis) ma che in realtà sono intorno a noi da sempre e un pò ovunque.

Le riflessioni sono relative a un primo livello molto leggero di gamification di un sito o applicazione web, per introdurre meccaniche di gioco all’interno di un videogioco l’argomento è molto più vasto e complesso.

I badge, sotto diverse forme, sono da sempre presenti nella nostra vita: pensate alle medaglie militari, agli stemmi degli scout, alle medaglie che vengono date ai bambini per la partecipazione agli eventi e agli attestati di partecipazione ai corsi/master. Un riconoscimento immediato che gratifica – con poco, la maggior parte delle volte infatti non hanno costo per chi li distribuisce – la persona per lo sforzo fatto.

I badge sono solo una delle varie alternative di gratificazione che può essere usata sul web / mobile per fidelizzare gli utenti e aumentare la frequenza di utilizzo, altre soluzioni interessanti prevendono:
- voti
- leaderboard (classifica)- numero di follower / amici
- statistiche d’uso

Voti come usati da Digg o da Quora, numero di follower/amici come su twitter, Facebook, Linkedin e instagr.am, statistiche di visualizzazione come su flickr e youtube e come energia che spinge i blogger a scrivere post per vedere lievitare i dati di accesso. In blogo ad esempio siamo tutti (dai fondatori ai blogger) ossessionati con le statistiche; non è solo un impulso compulsivo che porta a guardarle ogni pochi minuti è anche un reward istantaneo per quello che si è scritto.

E’ fuori discussione che il reward dato all’utente è molto importante (vedi ad esempio brain traning con l’età – ti sbatti a fare i testi e ti do’ indietro come premio il calcolo della tua età cerebrale che ti diverte e ti stimola a migliorarti), ma bisogna stare attenti a che il reward non diventi il solo motivo per cui un servizio viene usato.

Ogni meccanismo ha i suoi pro, i contro e spinge l’utente a reagire con dinamiche diverse, così come alcuni sistemi premiano in modo più efficace gli utenti.

Badge

I badge ad esempio sono abbastanza pericolosi perchè distolgono l’attenzione dell’utente verso il core del prodotto/servizio per farlo focalizzare esclusivamente sulla collezione di scudetti e sulla competizione. Quante volte avete sentito dire a un utente foursquare “cavolo, devo ricordarmi di fare checkin perchè mi hanno rubato la majorship del panettiere”.
Una dinamica giusta ma un pò troppo spinta e che porta la gente a usare il servizio solo per i badge. Quanti ad esempio usano foursquare per inserire tip? Quanti ancora ne abusano con bot o checkin falsi?

Bisogna stare attenti a non far sì che gli utenti siano interessati più ai voti/reward che all’obiettivo del sito, getglue è un esempio lampante dell’uso dei badge portato all’estremo. Uso getglue solo per avere i badge, quanto durerà la mia affezione verso il prodotto?

Classifiche o leaderboard

Le leaderboard incoraggiano la gente a barare il sistema per scalare la classifica, soprattutto se nella classifica si visualizza il numero/fattore/criterio che viene usato per ordinare la classifica (nr. post, di voti, di stelle, di domande, ecc.).

Su blogo abbiamo per diverso tempo utilizzato un sistema di karma legato all’utente, ognuno poteva up-votare o down-votare gli altri utenti per i commenti scritti, un sistema sulla carta democratico che invece ha fatto vedere da subito i suoi limiti. Gli utenti si sono organizzati (via mail, messaggi privati) in gruppi per boicottare il sistema e down-votare in massa altri utenti di cui avevano scarsa simpatia. In pochi mesi il sistema è diventato inutilizzabile e molto criticato. Stessa cosa è successa con la classifica degli utenti top di Digg, utenti che si organizzavano per far salire o scendere storie.

Se invece per ordinare una classifica si usa il ranking statistico (come ad es. in Elance dove non si dice “5th programmer on 100″ ma bensì “top 5% programmer”) si evita una gara al primo posto che spesso spinge gli utenti a produrre contenuti di bassa qualità. Il ranking statistico o senza descrizione del motivo che porta a stilare la classifica diminuisce i rischi legati al gaming del sistema.

I diversi tipi di criteri per ordinare le classifiche hanno conseguenze diverse sull’uso del sito:

  • ordinare in base al numero di contenuti prodotti è rischioso per la qualità. E’ un sistema che viene usato tra gli altri da Foursquare e Gowalla, siti che però non hanno bisogno di “qualità” nell’operazione di check-in. Un checkin è un’azione meccanica in cui schiaccio un bottone, non mi interessa che sia qualitativo ma quantitativo.
  • il numero like è ottimo per la qualità, l’utente si sente premiato dagli altri utenti e quando acquisisce tanti like diventa un utente di riferimento (autorevole) per gli altri. Attenzione però a non permettere di down-votare perchè si potrebbero creare dinamiche simili a quanto successo in blogo.
  • buona anche l’idea di fare in modo che gli admin del sito possano dare dei voti speciali agli utenti più meritevoli. Questo meccanismo permette di guidare il sito e premiare le persone realmente più utili, un seed iniziale che dovrebbe portare a una community di qualità.

Livelli di utenti e sblocco di funzionalità

Oltre a badge e in unione alle classifiche si possono definire livelli diversi per gli utenti. Esempi di questo tipo si trovano nei giochi, su ebay dove stellette di colore diverso premiano gli utenti,  negli sport (cinture di karate) così come nei forum (moderatore, admin, ecc.).

I livelli sono sistemi che danno molto valore all’utente, creano desiderio e lo premiano. Il meccanismo stesso può essere usato per sbloccare delle feature (vedi sempre ebay con i powerseller ma anche quasi tutti i videogame) che non sono accessibili agli utenti novelli.

Segmentare l’utenza nei verticali

Nei siti con maggiore verticalità è molto importante che si individui e si metta in luce (premiando) l’esperto di settore e non il generalista. Su Quora l’esperto in food è diverso da quello in startup, nei viaggi non si può essere esperti di tutto, potrò semmai essere esperto di una città o di più città.

Conclusioni

Ricapitolando arrivo alle mie conclusioni (legate al progetto su cui sto lavorando e probabilmente non generalizzabili):

  • leaderboard ordinata sui like dati dagli altri utenti
  • leaderboard con specialisti verticali: ogni micro-nicchia ha i suoi specialisti
  • funzionalità che si aprono al raggiungimento di determinate soglie di like
  • riconoscimenti dati dagli admin del sito

Se sei arrivato fino a qui probabilmente ti  è piaciuto questo post. Uno share su twitter o facebook mi renderà felice (reward!) ;-)

Risorse:

http://gamification.org
http://www.bothsidesofthetable.com/2010/10/17/skate-where-the-puck-is-going/
http://www.slideshare.net/amyjokim/putting-the-fun-in-functiona
http://www.ted.com/talks/seth_priebatsch_the_game_layer_on_top_of_the_world.html


Italian Startup scene e il mio punto di vista

November 10th, 2010 | In: Varie | 1 Commento »

Da un mese abbondante è attivo il gruppo Italian Startup Scene, 250 partecipanti e qualche discussione interessante. Questa mattina Alessandro Santo ha pizzicato il gruppo con questo post:

Riflettevo (ogni tanto capita anche a me…) sull’utilita’ di questo gruppo
Abbiamo visto post di “success stories”, post su eventi start up in Italia, post in cui si racconta la propria storia, ma cos’e’ che vogliamo veramente fare? dove vogliamo veramente arrivare? Alla fine siamo 250, non 250,000… come facciamo a cambiare veramente le cose? I VC italiani sono una sola e lo sappiamo, gli imprenditori italiani sono un’altra sola e lo sappiamo, le cose stanno migliorando, ma lentamente, ed allora? Boh, scusate lo sconforto… ;-) )

al quale ho risposto:

pensavo anche io negli ultimi giorni che questo gruppo ha delle potenzialità inespresse.
Più che dedicarlo solo a materiale di studio sarebbe secondo me interessante che chi vi partecipa raccontasse direttamente le sue esperienze per capire insieme cosa si può fare. Bello ad esempio il post di ieri di @Francesco Sullo, riflessioni interessanti che partono da un’esperienza diretta. Per essere pratici lancerei questa idea: 1. chi sta cercando di partire con una sua startup racconti qui la sua esperienza, cosa manca e cosa potrebbe essergli utile. 2. chi è dall’altra parte della barricata (VC, Angel) racconti in modo trasparente quali sono i progetti a cui possono essere interessati e cosa in genere li blocca da effettuare investimenti. 3. chi ha lavorato in passato a startup offra il suo contributo per fare da sherpa ai giovani.
Inutile parlare di massimi sistemi (come facciamo una SV qui?) (Banca dell’Innovazione) (portare i modelli YC e TechStars da noi), partiamo da un approccio pragmatico, raccontiamoci e aiutiamoci l’un l’altro.


Tips and trip finalmente online

June 11th, 2010 | In: Varie | 1 Commento »

e su AppStore. E’ stata lunga ma alla fine TipsandTrip è sbarcata su appstore. Il processo di sviluppo è stato particolarmente interessante, con Juliette abbiamo usato solo strumenti di crowdsourcing per reclutare la forza lavoro: 99design per far disegnare un logo, djangopeople ed Elance per gli sviluppatori Python (dall’argentina all’ucraina passando per la russia), MyGengo per le traduzioni, Antonio – un bravissimo sviluppatore freelance –  per la app iPhone, usertesting per i test di usabilità e RackSpace cloud per i server. 6 mesi di lavoro e 8.500$ investiti. Ora vediamo la reazione.


Readability Browser

June 11th, 2010 | In: Varie | Nessun commento »

Un’idea nata a pranzo davanti a una sana, pizza, qualche giorno di coding e Readability Browser – la app che permette di navigare da iPhone e iPad con la funzione Reader appena introdotta anche in Safari 5 – è su appstore. Il primo giorno di lancio è stato ottimo, ha scalato le classifiche fino ad arrivare seconda nella sua categoria e 34° assoluta sull’AppStore italiano.