qualche idea, due riflessioni e un bicchiere di vino. Anche su Twitter e Linkedin.

Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 4 – Il primo pezzo dell’applicazione

January 23rd, 2011 | In: Varie | 2 Commenti »

Riparto dagli ultimi pensieri della notte: come potrei realizzare un micro-sistema di A/B testing al volo? Deve essere una cosa implementabile in qualche ora, non giorni.

Potrei usare un sistema pecoreccio di questo tipo: un file JSON su un server web con l’elenco delle varie frasi da utilizzare e la percentuale di pressione per ognuna di queste.

L’app scarica a ogni avvio il file JSON e lo usa quando l’utente clicca sul tab “Mercato” per visualizzare un testo diverso ogni volta (note to self: attenzione però che ogni utente deve vedere sempre la stessa frase – o forse no… Da pensarci). Poi devo fare in modo che quando l’utente acquista con in-app purchase l’applicazione mandi un segnale a qualche servizio di statistica indicando qual è stata la frase che ha scatenato la vendita. Per questo potrei usare Flurry o Google Analytics oppure anche Mixpanel. Tutti e tre i servizi hanno un buon SDK iPhone che si caccia nel progetto in cinque minuti.

E’ tempo d’iniziare a ragionare sull’icona. Tempo purtroppo non ne ho per andare su 99designs o su altri siti simili e lanciare un concorso. Provo a ingegnarmi da solo, il risultato non sarà un granché ma la corsa contro il tempo continua.

Una casa stilizzata? Banale. Una mappa con un pin? Sembrerebbe l’icona di Google Maps. Un cartello di “vendesi”? Ecco, questa potrebbe funzionare, c’è solo da capire se nel formato 57×57 pixel sarà un macello o si capirà qualcosa.

Apro Photoshop e in una mezz’ora capisco che per le mie capacità un’idea del genere è troppo complessa. Cambio idea, proviamo con una casa stilizzata su carta millimetrata. Tiro fuori una bozza dell’icona in una ventina di minuti. Non è il massimo ma forse ci siamo. Chiederò domani a Juliette di darmi una mano e ridisegnare l’icona in modo che scali bene in tutte le risoluzioni.

Kate si fa sentire di prima mattina, ha un paio di dubbi che le chiarisco al volo. Due minuti di chat e si rimette al lavoro.

Dopo qualche ora mi avvisa che sul tracker c’è una nuova versione del codice: scarico, compilo e testo sul simulatore e sul telefono. Siamo a buon punto, ora funziona la connessione con le API di Nestoria, il parsing e la visualizzazione degli annunci nella lista. Anche il design dell’interfaccia seppur ancora non finito al 100% mi sembra gradevole.

I prossimi step di sviluppo prevedono l’interfacciamento con le API di Google e la geolocalizzazione della posizione dell’utente da passare alle API. Anche la pagina dei settaggi è ancora da mettere in piedi.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 3, Kate si mette al lavoro

January 22nd, 2011 | In: iPhone | 4 Commenti »

Inizio a convertire il paper mockup in mockup Photoshop. Lo stile è semplice, certo un designer mi sarebbe stato utile ma il budget è risicato e i tempi strettissimi.

Finisco di mettere insieme uno stringato documento di specifiche, disegno le ultime parti dell’interfaccia utente e sono pronto per affidare il progetto allo sviluppatore, anzi alla sviluppatrice.

E’ Kate, una ragazza ucraina che ho trovato su Elance qualche mese fa e con la quale mi sono trovato alla grande per la versione due di Tipsandtrip che con Juliette le abbiamo dato da sviluppare. Tariffa concordata 20$ all’ora, professionalità eccezionale e background di primo livello (ha un master in matematica applicata).

Le blocco 40 ore di lavoro nei prossimi 5 giorni, le mando documentazione, mockup e icone e incrocio le dita. Dopo 4 ore mi trovo il primo check-in del codice su bitbucket “initial commit. localization and utils added”, dopo altre 2 ore un secondo check-in “interface”.

Scarico, lancio l’ambiente di sviluppo, compilo e testo. L’applicazione inizia a prendere forma: i tab ci sono, le prime viste anche e i modelli di supporto per il parsing dei file JSON, per il caching delle immagini e per le utils varie sono lì.

Giorno 3 – Notte

Con la testa piena di pensieri torno a concentrarmi sul modello di business e alla possibilità di offrire un’opzione premium con in-app purchase.

Stanotte ho ragionato sulla possibilità di includere qualche sistema primordiale di A/B testing per vedere con quali testi/claim si riescono a convertire più utenti. Potrebbe essere simpatico per tirare su qualche dato utile in futuro e per fare un po’ di esperienza.

Sono un pò stordito dalla stanchezza, vado a letto e ci ripenserò con calma domani.


Dall’idea all’AppStore in una settimana: giorno 2, i primi sketch dell’interfaccia e il paper mockup

January 21st, 2011 | In: iPhone | 4 Commenti »

Inizio a pensare a come potrebbe essere più utile l’applicazione.
Sicuramente deve partire e geolocalizzarmi, lanciare una chiamata alle API e visualizzare gli annunci sulla mappa. Non voglio che l’utente debba configurare mille cose prima di vedere un po’ di annunci, vorrei che appena lanciata partissero i fuochi d’artificio.

Ho qualche dubbio se far partire l’applicazione con la vista della mappa e i pin che indicano gli annunci oppure se partire con la lista degli annunci e lasciare poi all’utente la possibilità di passare alla visualizzazione della mappa.

La prima soluzione è sicuramente più bella da vedere (colori, interattività della mappa) mentre la seconda potrebbe essere più utile e immediata. Su questo punto ci voglio ragionare ancora un po’, lasciamolo aperto.

La schermata di apertura dell’applicazione dovrà anche permettere agli utenti di specificare un’altra zona rispetto a quella in cui sono in quel momento. Per questo vedo bene una bella casella di ricerca alla Google Maps semplice ed efficace, inoltre le API di Google sono ben fatte e veloci da usare e su iOS SDK il supporto è ottimo.

Per i filtri di ricerca penso a qualcosa di molto semplice, un’icona nella tab bar che permetta di settare il tipo di ricerca (affitto, vendita), la dimensione della casa (1, 2, 3, 4 camere), un paio di altri parametri e un filtro per scegliere l’ordinamento dei risultati.

Alla schermata di dettaglio di un annuncio non ci penso ancora ma non mi sembra particolarmente complicata. Butto giù una bozza giusto per appuntare qualche idea. Ci saranno sicuramente: una thumbnail dell’annuncio, una breve descrizione, le specifiche dell’immobile, l’agenzia, un bottone per aggiungere l’annuncio ai favoriti e il link per vedere l’annuncio completo (Nestoria mi passa solo un excerpt).

Sul nome dell’applicazione non vorrei andare su qualcosa di troppo esotico, questa volta, dopo le esperienze con Tipsandtrip e Blogo Today, mi butto sulla banalità: cerco casa? Compro casa? i-mmobiliare? Annunci immobiliari? Per ora, con il poco tempo a disposizione vado su un grande classico‚ “Cerco Casa”‚ viva la semplicità. C’è anche da dire che in AppStore è molto importante che il nome dell’applicazione comunichi da subito il concetto; tra 250k app disponibili farsi luce in modo immediato è fondamentale.

Oggi ho tirato lungo, sono già le 11 di sera ma la produttività della giornata è stata soddisfacente: nome dell’applicazione, paper mockup, primo scheletro di UX. Vado a letto a ragionare sui prossimi passi.

Giorno 2 (notte) – Il modello di business, se c’è ;)

Mi ero ripromesso di andare a letto e non pensare più all’applicazione ma non ci sono riuscito. La nottata è stata particolarmente movimentata, le idee che mi frullano per la testa non mi hanno lasciato molto tempo per dormire.

Una notte comunque utile per chiarire diversi punti ancora nebulosi. Che modello di business utilizzare? Ad-supported? Freemium (app gratis + upsell di una app premium)? Un misto dei due?

Partiamo dalla base: i CPM per adv nelle applicazioni iPhone in Italia sono molto bassi. Admob ha un fill rate penoso (10-15%) e CPM che oscillano tra i 0,05 e i 0,15 Euro. Google Adsense che generalmente ha CPM più alti (credo in italia nell’ordine degli 0.3/0,5 Euro CPM) può essere utilizzato solo su invito (e sono fuori dal giro degli inviti), Mobfox sembra promettente ma non conosco nessuno che lo stia già usando qui da noi.
Inoltre l’applicazione è in una nicchia con CPC altissimi ma purtroppo solo su web, il mercato adv mobile in italia è ancora troppo indietro.

Ho anche qualche dubbio sulla frequenza di utilizzo dell’applicazione. Leggo news tutti i giorni ma non cerco casa quotidianamente. La cerco una volta intensamente e poi magari ogni due o tre settimane torno a vedere se c’è qualche nuovo annuncio. In sostanza una volta trovata casa non userò mai più l’applicazione.

Se 100 utenti di un’app mobile dedicata alle news proiettano circa 1000 sessioni / mese, 100 utenti dell’app di annunci immobiliari ipotizzo che ne possano proiettare circa 200/300 con un churn rate molto alto.

Il poco tempo a disposizione non mi permette di sviluppare un’applicazione free e una premium, non ce la farei a stare dentro nei 7 giorni che mi sono imposto. Potrei però provare inserendo qualche funzione aggiuntiva sbloccabile con un’acquisto in-app purchase. L’implementazione dovrebbe portare via non più di una mezza giornata e un 1% di conversioni potrebbe garantire qualche soldo. Se non altro potrebbe essere un test interessante per tastare con mano i tassi di conversione.

Potrei anche mischiare i due modelli di ricavo: ad-supported per gli utenti che non fanno upgrade e adfree per quelli che acquistano; inoltre come funzionalità aggiuntiva non sarebbe male inserire un bel grafico con l’andamento di prezzi specifico per zona geografica.
In questo le API di Nestoria mi possono aiutare, hanno un metodo che data una latitudine e longitudine mi restituisce un JSON con i prezzi mese per mese. Non sarà certo una funzionalità aggiuntiva esagerata e necessaria ma potrebbe essere una chicca interessante.

Ormai sono le 2 di mattina, la testa crolla. Sogno. Sogno case e annunci.


Dall’idea all’AppStore in una settimana. Giorno 1, l’idea

January 20th, 2011 | In: iPhone | 12 Commenti »

L’idea mi frulla per la testa da molto, almeno un anno, da quando sto cercando una casa nuova e combatto tutti i giorni con pessimi siti di ricerca immobili.

Perchè nessuno tra questi siti geolocalizza gli annunci?
Perchè nessuno offre un comodo feed RSS a cui abbonarsi per ricevere solo le nuove proposte? O almeno, perchè non li trovo?

Ogni due o tre settimane, quando sono in vena, mi lancio in una nuova sessione di ricerca: dieci minuti su casa.it, dieci su Trovocasa di Corriere, una decina ancora per i siti più piccoli – il tutto condito con qualche giornale cartaceo da scartabellare. Un lavoro veramente infame.

Proviamo a risolvere almeno uno di questi problemi. Annunci immobiliari geolocalizzati accessibili comodamente da iPhone. Se riesco a trovare qualcuno che mi fornisca un buon database di annunci via API ho risolto gran parte dei miei problemi.

Passo una mezza serata a scandagliare il web. Tra i siti immobiliari più conosciuti nulla di nuovo, i più piccoli non hanno abbastanza massa critica di annunci e tra gli altri non mi sembra che nessuno offra quello che sto cercando.

Sono pronto a gettare la spugna quando mi imbatto in un sito nuovo, a me sconosciuto. Feed RSS per le ricerche (ne infilo subito uno con una ricerca personalizzata dentro il mio Google Reader) e una API che sembra molto promettente. Semplice, aperta, con buoni filtri e un database molto ricco: aggregano annunci da tutti i principali siti italiani e non solo. Il servizio è fornito da Nestoria, una società inglese, che rende libero l’uso delle loro API agli sviluppatori.

Mi si accende una lampadina: l’applicazione me la faccio da solo.
Un’oretta a studiare le API, un’altra ora a capire come si potrebbe disegnare l’interfaccia utente.

Non avendo una buona conoscenza di Obj-C e di Cocoa mi appoggerò a un freelance per lo sviluppo dell’applicazione per iPhone. L’obiettivo dell’iniziativa è di arrivare con l’app fatta e finita in massimo 7 giorni cercando di spendere il meno possibile. Mi rimboccherò le maniche, anche se non è il mio lavoro principale, per disegnare la UX, la UI, l’icona e quanto altro dovesse servire.

Ora è tardi, meglio buttarsi nel letto e ripensarci domattina.


Grazie Blogo per questi 6 anni di passione!

January 17th, 2011 | In: Personal | 32 Commenti »

Sei anni e qualche giorno, un tempo lunghissimo per una società web ma ancora più lungo per le migliaia di momenti emozionanti che ho vissuto.

Ricordo ancora una delle prime mail che mandai con l’abbozzo dell’idea e i primi possibili domini a quelli che sarebbero diventati i co-fondatori:


Dimmi se nella lista che segue vedi possibili carenze/aggiunte (vedi anche i
domini che per ora ho registrato):
- mobile – mobileblog.it
- auto – autoblog.it
- gadget – gadgetblog.it
- cinema – cineblog.it

e poi come dimenticare il primo comunicato stampa:

Blogo, il nanopublishing all’italiana
=====================================

Sperimentare la formula del blog per dare vita ad un gruppo editoriale
indipendente. Questa l’idea alla base di Blogo, il primo tentativo
organizzato di nanopublishing italiano. L’informazione online, grazie
anche all’interazione con il mondo dei blog, è cambiata e sta
cambiando. Nonostante alcuni tentativi, anche della grande stampa, di
utilizzo del blog per rinfrescare l’offerta, la rivoluzione del
linguaggio dei weblog in Italia non ha ancora sfondato. Blogo nasce a
Milano sull’onda dei successi oltre oceano di Gawker e Weblogs Inc.,
per proporre al navigatore italiano un’alternativa a portali e
megasiti, spesso difficili da leggere, dispersivi, noiosi e un po’
tutti uguali.

per chiudere con il comunicato rilasciato da poco:

Milano, 17 gennaio 2011 – Populis, media leader europeo nella produzione di contenuti on demand multilingua (nota in precedenza con il nome GoAdv), annuncia l’acquisizione per 6 milioni di euro di Blogo – uno dei principale network di blog tematici in Europa e Sud America – appartenente a Dada, società leader internazionale nei servizi Digital Music, Entertainment & On-line gaming, quotata alla Borsa di Milano nel segmento STAR e controllata da RCS Mediagroup. L’acquisizione si perfezionerà nel mese di febbraio 2011.

Sono passati sei anni quindi ed è con grande orgoglio che oggi posso guardare Blogo e andarne fiero. Sono contento degli sforzi che abbiamo fatto tutti insieme, del clima interno che abbiamo saputo mantenere, delle amicizie che si sono consolidate e soprattutto del prodotto che tutti insieme abbiamo costruito, ormai conosciuto e apprezzato da oltre 11,5 milioni di utenti in 3 continenti.

Ma in tutti questi anni non è di certo stato sempre facile. Ne abbiamo passate di cotte e di crude prima ad arrivare al blogo che vedete oggi. Ecco come tutto ciò ha avuto inizio.

Abbiamo passato momenti duri e altri molto esaltanti: i primi mesi con il traffico che non accennava a crescere e la voglia di abbandonare tutto, le nottate passate a scrivere post, la gioia per la prima storica festa blogo (foto), l’incredibile energia e complicità che si è formata del gruppo dei 200 e più blogger, la disperazione per quest’ultimo anno di interminabili trattative e la determinazione che non ci ha fatto mollare il colpo nei momenti difficili.

Ricordo ancora quando dopo qualche mese dalla partenza ci chiedevamo se saremmo mai riusciti a creare un prodotto che potesse competere – su piani diversi – con l’informazione tradizionale. Puntavamo a un’informazione snella, veloce e meno ingessata di quanto ci fosse online, volevamo aggregare gruppi di persone intorno a nicchie di argomenti tematici e guardavamo a quanto stava succedendo in America pensando che nel nostro piccolo, forse, avremmo potuto fare qualcosa di altrettanto interessante.

Dopo qualche mese sono iniziate le prime difficoltà: l’energia si stava esaurendo, il traffico non saliva, i blogger erano difficili da coinvolgere e di pubblicità e ricavi nemmeno l’ombra. Poi sono arrivati i primi diverbi tra i soci fondatori fino all’uscita di Ludovico e Luca. Ai tempi riuscivamo a malapena a raggiungere le 3-5k pagine viste al giorno, il futuro non sembrava potesse portare nulla di buono.

Quel periodo, unito all’ultimo anno, è stato il momento più difficile, tra i quattro soci rimasti la voglia di gettare la spugna era altissima. Abbiamo recuperato le poche energie residue e ci siamo buttati a testa bassa: post, post, post, post, un blogger nuovo, post, post, post. In questo modo siamo andati avanti per un diversi mesi, piccole crescite del traffico e valanghe di post, una manciata di nuovi blog aperti e il gruppo che cominciava a formarsi.

5 milioni di pagineA luglio del 2005, a otto mesi dal lancio arrivano i primi segni di incoraggiamento e un sorriso spuntava sulle nostre labbra: Ducati decide di sponsorizzare Motoblog e blogo supera le 800.000 pagine viste mensili. Nei quattro mesi successivi blogo inizia a prendere forma e sostanza: i blog crescono di numeri, gli autori sono sempre più affiatati e il traffico sfiora i cinque milioni di pagine viste. Era ora!

Il progetto si inzia a consolidare e noi a rassicurare, arrivano una prima manciata di investitori pubblicitari (Cadillac, SKY, Easy Rider, Nokia, Telecom Italia, BMW, Tom Tom, IED, Fox e Samsung) e sfondiamo le 7 milioni di pagine viste. Ancora non riusciamo a pagarci uno stipendio, i conti sono sufficienti giusto per far fronte all’ampliamento della struttura tecnica e per i blogger ma stappiamo comunque una bottiglia per festeggiare l’inizio del decollo di blogo.

Nel frattempo nascono teleblogo – l’esperimento di videoblog a cadenza giornaliera messo insieme da Malaparte con grande entusiasmo – e permalink – il mensile distribuito in PDF a cui lavorano con dedizione Eugenio e Francesco. Due di una serie di esperimenti tentati e che purtroppo non hanno avuto seguito tanto da doverli abbandonare dopo qualche mese.

Arriviamo stremati ai primi due anni di blogo, più di 50.000 post pubblicati e 600.000 commenti, 26 blog e oltre 100 blogger. I risultati per lo sforzo iniziano a vedersi: le pagine viste passano la soglia dei 13 milioni e gli utenti unici sono 2,5 milioni. Fantastico.

A febbraio del 2007, dopo un paio di mesi di estenuanti trattative con diverse parti interessate, Dada entra nell’azionariato di Blogo con una quota del 30%. Un primo concreto riconoscimento per il duro lavoro fatto nei due anni e mezzo precedenti.

Il 2007 sarà l’anno della crescita a più cifre, blogo passerà da 13 milioni di pagine a 35 milioni. Il fatturato si avvicina al milione di euro ed è il momento di cominciare a pensare all’estero con la partenza del network in Brasile.

Nel 2008 e 2009 continua la crescita del traffico e l’espansione all’estero: il Brasile parte con il piede giusto e la Spagna inizia a darci le prime soddisfazioni. Francesco si spacca la testa per i lanci all’estero e spinge l’acceleratore al massimo. Sembra di rivedere il primo anno di blogo in Italia: bravi autori, buoni contenuti ma pochissimo traffico. E’ dura ricominciare dall’inizio, non siamo più abituati, ma ci mettiamo lo stesso impegno di allora e gli sforzi vengono premiati.

A fine 2009 il traffico raggiunge nuovi obiettivi importanti con 55 milioni di pagine viste e 9 milioni di utenti unici, nel contempo rilanciamo aziende.it con app per iPhone (che arriva grandiosamente a sfondare la classifica delle free app in AppStore) e sito web, riprendiamo in mano le Guide di Supereva portandole da 6 milioni di pagine viste mensili a 11 milioni, diamo una sistemata a Splinder e sviluppiamo le community per Gazzetta.it e Leiweb.it. La raccolta pubblicitaria, pur con qualche paura per la crisi in atto, cresce bene e ci porta a fatturare 2,5 milioni di euro.

Il 2010 è l’anno più difficile. Metriche sempre in generosa crescita ma troppo tempo perso in infinite trattative. Prima uno, poi l’altro, poi un altro ancora: incontri, legali, proiezioni, business plan e poi si ricomincia. Uno stress che non auguro a nessuno. Sono finalmente felice che sia alle spalle.

Chiudiamo l’anno con il record di traffico di sempre, blogo è sana e spumeggiante con 11,5 milioni di utenti unici e quasi 100 milioni di pagine viste (Nielsen SiteCensus, Novembre 2010).

In conclusione ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno fatto sì che blogo diventasse ciò che è oggi. Riuscire a ringraziare tutte le persone che sono state per un verso o per l’altro determinanti è difficile ma proverò con i primi che mi vengono in mente e mi scuso per chi ho dimenticato. L’ordine è puramente casuale.



  • Eugenio. Senza le sue litigate con Francesco mi sarei divertito meno
  • Muccy. Il problem solver numero uno
  • Giuseppe. Per la grossa mano che ci ha dato a strutturare meglio il reparto tecnico e per i suoi mesi a Madrid.
  • Gianpezz. Un uomo, mille task
  • Carla. Esperta numero uno di cinema che in 4 anni non è riuscita a consigliarmi nemmeno un film da vedere ;-)
  • Fabio. Il mio sparring partner preferito per far due chiacchiere su Mario Bros e Apple
  • Paolo, Barbara e Lorenzo che seppur ho fatto arrabbiare più di una volta (e loro me) mi hanno dato sempre fiducia.
  • Juliette. Dietro le quinte a sopportarmi tutti i giorni con preziosi consigli e tanto affetto.
    Malaparte e la crew dell’eccellente Tvblog
  • La mitica lista blogger quando esplodono le discussioni infinite
  • David. Un post scritto bene come quello su Forza Motorsport non l’avevo mai letto
  • Gianluca. Senza i tuoi 20 post al giorno motoblog non sarebbe nessuno
  • Il gruppetto della festa blogo 1. Siete indimenticabili (magnobottiglia anyone?)
  • Gattonero per le sue email in lista blogger, cult!
  • Luigi, il gatto, che nelle lunghe nottate di lavoro mi infastidiva con le sue fusa.
  • Gli Autoblogger al completo per la competenza e per quanto vi ho fatto penare con il calcolo dei bonus
  • Stefano, Fullo, Gianpezz e tutti gli altri della spedizione alla ricerca di Babbo Natale. La “bomba” di Fullo non potrò mai dimenticarla
  • Simone, Daniel, Francesco e tutti i melablogger. Per aver fatto partire melablog con il piede giusto e per averlo fatto diventare un mio appuntamento quotidiano.
  • Gap, la gatta, che mi ha rotto due tasti del mac rendendomi impossibile rispondere “OK” alle mail
  • Damiano, Stefano, Stefano e Tommaso. Senza le vostre emoticon in chat la vita sarebbe più dura.
  • Il Ferra per i suoi stupendi pezzi e reportage su 02 (15 km a piedi a milano ad esempio).
  • Andrea, Marco e Fabio per avermi permesso di rubargli decine di DVD della Gazza.
  • Tamara per avermi sopportato in tutti questi anni. Nessuno può avere la sua pazienza.
  • L’avvo che pur sbuffando spesso ci ha dato un supporto determinante.
  • Paolo. Per aver comprato Android ed essere stato preso di mira da tutto il gruppo di iPhoniani.
  • Raffaele Per averci seguito in tutti questi anni senza abbandonarci.
  • Massimo. Per la sua coerenza pythonista
  • Ale e Franci che ancora non hanno capito che lavoro fa il loro papà.

Ora mi concedo un buon bicchiere di vino, e brindo a tutti voi godendomi un po’ di meritato riposo :)


Un nuovo layout di pagina profilo per Facebook?

December 5th, 2010 | In: Varie | Nessun commento »

Dal video di presentazione dello speciale di CBS dedicato a Zuckerberg un’anticipazione per quello che dovrebbe essere il nuovo layout della pagina di profilo.

A prima vista sembra mi sembra un taglio molto orientato al SEO e che potrebbe diventare la pagina “about me” di molti: studi, lavoro, famiglia. Inizieranno a dar fastidio anche a linkedin?


Gamification di un sito web: badge, classifiche e reward

November 29th, 2010 | In: Varie | 3 Commenti »

Riepilogo qualche riflessione sparsa che ho fatto negli ultimi giorni sui vari sistemi di rewarding / badging. Meccanismi che stanno avendo molto successo negli ultimi tempi (Foursquare, Gowalla in primis) ma che in realtà sono intorno a noi da sempre e un pò ovunque.

Le riflessioni sono relative a un primo livello molto leggero di gamification di un sito o applicazione web, per introdurre meccaniche di gioco all’interno di un videogioco l’argomento è molto più vasto e complesso.

I badge, sotto diverse forme, sono da sempre presenti nella nostra vita: pensate alle medaglie militari, agli stemmi degli scout, alle medaglie che vengono date ai bambini per la partecipazione agli eventi e agli attestati di partecipazione ai corsi/master. Un riconoscimento immediato che gratifica – con poco, la maggior parte delle volte infatti non hanno costo per chi li distribuisce – la persona per lo sforzo fatto.

I badge sono solo una delle varie alternative di gratificazione che può essere usata sul web / mobile per fidelizzare gli utenti e aumentare la frequenza di utilizzo, altre soluzioni interessanti prevendono:
- voti
- leaderboard (classifica)- numero di follower / amici
- statistiche d’uso

Voti come usati da Digg o da Quora, numero di follower/amici come su twitter, Facebook, Linkedin e instagr.am, statistiche di visualizzazione come su flickr e youtube e come energia che spinge i blogger a scrivere post per vedere lievitare i dati di accesso. In blogo ad esempio siamo tutti (dai fondatori ai blogger) ossessionati con le statistiche; non è solo un impulso compulsivo che porta a guardarle ogni pochi minuti è anche un reward istantaneo per quello che si è scritto.

E’ fuori discussione che il reward dato all’utente è molto importante (vedi ad esempio brain traning con l’età – ti sbatti a fare i testi e ti do’ indietro come premio il calcolo della tua età cerebrale che ti diverte e ti stimola a migliorarti), ma bisogna stare attenti a che il reward non diventi il solo motivo per cui un servizio viene usato.

Ogni meccanismo ha i suoi pro, i contro e spinge l’utente a reagire con dinamiche diverse, così come alcuni sistemi premiano in modo più efficace gli utenti.

Badge

I badge ad esempio sono abbastanza pericolosi perchè distolgono l’attenzione dell’utente verso il core del prodotto/servizio per farlo focalizzare esclusivamente sulla collezione di scudetti e sulla competizione. Quante volte avete sentito dire a un utente foursquare “cavolo, devo ricordarmi di fare checkin perchè mi hanno rubato la majorship del panettiere”.
Una dinamica giusta ma un pò troppo spinta e che porta la gente a usare il servizio solo per i badge. Quanti ad esempio usano foursquare per inserire tip? Quanti ancora ne abusano con bot o checkin falsi?

Bisogna stare attenti a non far sì che gli utenti siano interessati più ai voti/reward che all’obiettivo del sito, getglue è un esempio lampante dell’uso dei badge portato all’estremo. Uso getglue solo per avere i badge, quanto durerà la mia affezione verso il prodotto?

Classifiche o leaderboard

Le leaderboard incoraggiano la gente a barare il sistema per scalare la classifica, soprattutto se nella classifica si visualizza il numero/fattore/criterio che viene usato per ordinare la classifica (nr. post, di voti, di stelle, di domande, ecc.).

Su blogo abbiamo per diverso tempo utilizzato un sistema di karma legato all’utente, ognuno poteva up-votare o down-votare gli altri utenti per i commenti scritti, un sistema sulla carta democratico che invece ha fatto vedere da subito i suoi limiti. Gli utenti si sono organizzati (via mail, messaggi privati) in gruppi per boicottare il sistema e down-votare in massa altri utenti di cui avevano scarsa simpatia. In pochi mesi il sistema è diventato inutilizzabile e molto criticato. Stessa cosa è successa con la classifica degli utenti top di Digg, utenti che si organizzavano per far salire o scendere storie.

Se invece per ordinare una classifica si usa il ranking statistico (come ad es. in Elance dove non si dice “5th programmer on 100″ ma bensì “top 5% programmer”) si evita una gara al primo posto che spesso spinge gli utenti a produrre contenuti di bassa qualità. Il ranking statistico o senza descrizione del motivo che porta a stilare la classifica diminuisce i rischi legati al gaming del sistema.

I diversi tipi di criteri per ordinare le classifiche hanno conseguenze diverse sull’uso del sito:

  • ordinare in base al numero di contenuti prodotti è rischioso per la qualità. E’ un sistema che viene usato tra gli altri da Foursquare e Gowalla, siti che però non hanno bisogno di “qualità” nell’operazione di check-in. Un checkin è un’azione meccanica in cui schiaccio un bottone, non mi interessa che sia qualitativo ma quantitativo.
  • il numero like è ottimo per la qualità, l’utente si sente premiato dagli altri utenti e quando acquisisce tanti like diventa un utente di riferimento (autorevole) per gli altri. Attenzione però a non permettere di down-votare perchè si potrebbero creare dinamiche simili a quanto successo in blogo.
  • buona anche l’idea di fare in modo che gli admin del sito possano dare dei voti speciali agli utenti più meritevoli. Questo meccanismo permette di guidare il sito e premiare le persone realmente più utili, un seed iniziale che dovrebbe portare a una community di qualità.

Livelli di utenti e sblocco di funzionalità

Oltre a badge e in unione alle classifiche si possono definire livelli diversi per gli utenti. Esempi di questo tipo si trovano nei giochi, su ebay dove stellette di colore diverso premiano gli utenti,  negli sport (cinture di karate) così come nei forum (moderatore, admin, ecc.).

I livelli sono sistemi che danno molto valore all’utente, creano desiderio e lo premiano. Il meccanismo stesso può essere usato per sbloccare delle feature (vedi sempre ebay con i powerseller ma anche quasi tutti i videogame) che non sono accessibili agli utenti novelli.

Segmentare l’utenza nei verticali

Nei siti con maggiore verticalità è molto importante che si individui e si metta in luce (premiando) l’esperto di settore e non il generalista. Su Quora l’esperto in food è diverso da quello in startup, nei viaggi non si può essere esperti di tutto, potrò semmai essere esperto di una città o di più città.

Conclusioni

Ricapitolando arrivo alle mie conclusioni (legate al progetto su cui sto lavorando e probabilmente non generalizzabili):

  • leaderboard ordinata sui like dati dagli altri utenti
  • leaderboard con specialisti verticali: ogni micro-nicchia ha i suoi specialisti
  • funzionalità che si aprono al raggiungimento di determinate soglie di like
  • riconoscimenti dati dagli admin del sito

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Risorse:

http://gamification.org
http://www.bothsidesofthetable.com/2010/10/17/skate-where-the-puck-is-going/
http://www.slideshare.net/amyjokim/putting-the-fun-in-functiona
http://www.ted.com/talks/seth_priebatsch_the_game_layer_on_top_of_the_world.html


weatherQube e la protezione delle idee nelle startup

November 24th, 2010 | In: startup | 20 Commenti »

Prendo spunto dal recente post di Francesco Sullo per mettere a nudo un’idea su cui ho lavorato a tempo perso nelle ultime settimane.

E’ fine settembre. Davanti a me un buon negroni in compagnia di Juliette che mi racconta di un articolo sulla Internet of Things letto in giornata. Finisco il negroni e mi fiondo a leggere il pezzo in cui Leandro Agro racconta la sua visione sugli oggetti interconnessi e “vivi”, un bellissimo pezzo.

Nei giorni successivi continuo a pensare alla IoT, a cosa potrebbe essere utile e a come applicarne il concetto nell’uso che facciamo tutti i giorni degli oggetti che ci circondano. Dopo qualche giorno mi balena un’idea, semplice e forse facilmente realizzabile.

Perché non creare una piccola sonda Wi-Fi autoalimentata che rilevi temperatura, pressione barometrica e umidità – invii periodicamente questi dati alla cloud e li renda poi disponibili via web o con app mobile?

Potrebbe in effetti essere una valida alternativa a quegli schifosi barometri domestici che vanno tanto di moda, Oregon Scientific in particolare.

Inizio a buttare giù qualche appunto, scandaglio la rete per cercare tra cina e stati uniti un possibile produttore, navigo per capire se esista già qualcosa di simile e dedico una manciata di sere ad affinare l’idea. Tempo una settimana e il pitch è pronto, il possibile produttore (BTW in italia) mi conferma la possibilità di realizzare un aggeggio simile e l’idea è messa a punto.

Ecco, appunto, l’idea. L’idea che però non basta, servirebbe a questo punto tanto tempo per poter far partire la startup.

Ma il mio tempo in questo momento non è sufficiente a far tutto, sono concentrato su Blogo e su un paio di altri progetti laterali minori. Meglio liberare l’idea e sentire cosa ne pensa la gente. Se poi qualcuno la volesse realizzare mi faccia un trillo. E se vi sembra una colossale vaccata fatemelo sapere in modo che la prossima volta non inciampi in un’idea simile.