Questo glossario raccoglie i termini e gli acronimi usati nel percorso. Ogni voce indica il capitolo dove il concetto è spiegato per esteso: la definizione qui è il promemoria, non la lezione.
Angel investor – Investitore privato che mette capitale proprio in startup nella fase più precoce, prima dei fondi. → Cap. 4
ARPU / ARM – Average Revenue per User (per Netflix, ARM: per Membership): il ricavo medio generato da ogni utente o abbonato. → Cap. 18 e 19
ARR / MRR – Annual/Monthly Recurring Revenue: i ricavi ricorrenti di un business in abbonamento, annualizzati o mensili. → Cap. 3 e 5
Bank run – Corsa agli sportelli: i depositanti ritirano tutti insieme, e una banca anche solvibile può non avere la liquidità per rimborsarli. → Cap. 15
Burn rate / runway – La velocità con cui un’azienda in perdita consuma cassa, e i mesi di autonomia che le restano (liquidità ÷ burn mensile). → Cap. 3
CAC – Customer Acquisition Cost: quanto costa acquisire un nuovo cliente o abbonato (marketing, promozioni, trial). → Cap. 18
CAGR – Compound Annual Growth Rate: il tasso di crescita annuo composto, per confrontare traiettorie di crescita diverse. → Cap. 10
Capex – Capital expenditure: gli investimenti in beni durevoli (fabbriche, negozi, tecnologia), che escono dalla cassa subito e si ammortizzano nel tempo. → Cap. 1
Cap table – L’elenco dei soci di una startup con le rispettive quote, round dopo round. → Cap. 4 e 10
Capitale circolante – Il denaro bloccato in magazzino, crediti verso clienti e debiti verso fornitori: il “carburante invisibile” dei business fisici. → Cap. 1 e 10
Capital structure – La struttura del capitale: chi ha finanziato l’azienda (debito nelle sue forme, equity) e in che ordine viene ripagato se le cose vanno male. → Cap. 17
CFA – Chartered Financial Analyst: la certificazione professionale più nota tra gli analisti finanziari. → Premessa
Chapter 11 – La procedura fallimentare statunitense che permette a un’azienda di ristrutturare i debiti continuando a operare. → Cap. 17
Churn / retention – La percentuale di clienti che se ne va in un periodo, e il suo opposto: quella che resta. La metrica regina dei business ricorrenti. → Cap. 18
Comparables – Il metodo di valutazione per confronto: un’azienda vale più o meno quanto le aziende simili. La scelta del gruppo di confronto cambia tutto. → Cap. 2
Down-round – Un round di finanziamento a valutazione inferiore rispetto al precedente: diluizione amplificata e segnale negativo al mercato. → Cap. 11
DTC (Direct-to-Consumer) – Vendere direttamente al consumatore finale, senza intermediari: più margine e possesso del cliente, ma tutto da costruire. → Cap. 10
Due diligence – La verifica strutturata (finanziaria, legale, tecnica, commerciale) che si fa prima di investire o comprare. → Cap. 8
Earn-out – La parte del prezzo di un’acquisizione pagata solo se l’azienda raggiunge obiettivi futuri concordati. → Cap. 5
EBITDA / EBIT – Utile prima di interessi, tasse, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA) o solo prima di interessi e tasse (EBIT): misure della redditività operativa. → Cap. 1
Enterprise value (EV) / equity value – Il valore dell’intera impresa (equity più debito netto) contro il valore delle sole azioni. Confonderli, con un’azienda indebitata, è fatale. → Cap. 2 e 17
Equity – Il capitale di rischio: le quote di proprietà dell’azienda, ultime a essere pagate e prime a essere azzerate. → Cap. 4 e 17
FCF (Free Cash Flow) – La cassa che resta dopo i costi operativi e gli investimenti: uno degli indicatori più onesti della salute di un business. → Cap. 1
FOMO – Fear of missing out: la paura di perdere il treno che spinge a investire senza verificare. → Cap. 11 e 12
GAAP / IFRS – I principi contabili standard (americani ed europei): la grammatica condivisa dei bilanci, da cui le metriche “inventate” si allontanano. → Cap. 7
GMV / take rate – Il volume totale che transita su una piattaforma, e la percentuale che la piattaforma trattiene come ricavo. → Cap. 3
IPO / S-1 – L’offerta pubblica iniziale con cui un’azienda si quota, e il documento (S-1) depositato presso la SEC che racconta tutto: storia, numeri, rischi. → Cap. 6
IRR / MOIC – I due modi di misurare il rendimento di un fondo: il tasso interno annualizzato (IRR) e il multiplo sul capitale investito (MOIC). → Cap. 16
Key-person risk – Il rischio che il valore di un’azienda dipenda da una sola persona. → Cap. 5 e 14
LBO (leveraged buyout) – Acquisizione finanziata in gran parte a debito, che l’azienda acquisita ripaga con i propri flussi di cassa. → Cap. 16
Liquidation preference – Il diritto di alcuni investitori a essere rimborsati prima degli altri in caso di vendita o liquidazione. → Cap. 4
LLM – Large Language Model: il tipo di intelligenza artificiale (come Claude) usato negli esercizi di questo libro. → Cap. 3 e Appendice
Lock-up – Il periodo dopo un’IPO (tipicamente 90-180 giorni) in cui fondatori e investitori pre-IPO non possono vendere le azioni. → Cap. 6
LTV (Lifetime Value) – Il valore economico totale che un cliente genera nell’intero arco della relazione. Con il CAC forma il rapporto chiave dei business ricorrenti. → Cap. 18
Moat – Il “fossato” competitivo: ciò che impedisce ai concorrenti di replicare un business. → Cap. 2 e 20
Multiplo – Un prezzo espresso in rapporto a una grandezza del business (utili, EBITDA, ricavi): il linguaggio veloce delle valutazioni. → Cap. 2
Network effect – Il servizio vale di più per ciascun utente man mano che gli utenti aumentano: superata la massa critica, la crescita si autoalimenta. → Cap. 3
P/E (Price/Earnings) – Prezzo diviso utili: quanti anni di utili attuali stai pagando comprando l’azione oggi. → Cap. 2
Pattern – Schema ricorrente. In questo libro: la combinazione di segnali (governance debole, metriche custom, crescita perfetta) che si ripete in frodi e crisi. → Cap. 8 e 13
Pricing power – La capacità di alzare i prezzi senza perdere clienti: il segno distintivo dei business di qualità. → Cap. 2
Private equity – Fondi che comprano il controllo di aziende mature, spesso a leva, per rivenderle dopo averle trasformate. → Cap. 16
Red flag – Bandierina rossa: un segnale d’allarme che da solo non prova nulla, ma impone di verificare prima di procedere. → Cap. 7 e 12
SAFE – Simple Agreement for Future Equity: soldi oggi in cambio di azioni al prossimo round, con un tetto di valutazione (valuation cap). → Cap. 4
Short selling / short squeeze – Vendere titoli presi in prestito scommettendo sul ribasso; e il rialzo forzato quando gli short devono ricomprare in massa. → Cap. 13 e 17
SPAC / direct listing – Le alternative all’IPO tradizionale: la fusione con una “scatola” già quotata, o la quotazione diretta senza raccolta. → Cap. 6
TAM / SAM / SOM – Le tre misure del mercato: totale, servibile e realisticamente conquistabile. Solo l’ultima conta davvero. → Cap. 3 e 6
Term sheet – Il documento che fissa i termini economici e di governance di un investimento, prima dei contratti definitivi. → Cap. 8
Timing – Il momento in cui compri o vendi: lo stesso asset, a date diverse, può essere un affare o una rovina. → Cap. 6 e 16
Unit economics – Il conto economico di una singola unità (un paio di scarpe, una transazione, un abbonato): il test di sostenibilità di ogni modello. → Cap. 10 e 11
Vanity metrics – Numeri che fanno scena (utenti totali, GMV, download) ma non dicono se il business guadagna. → Cap. 3 e 7
VC (venture capital) – Fondi che investono capitale di terzi in startup ad alto potenziale, accettando molti fallimenti in cambio di pochi grandi successi. → Cap. 4 e 11
WACC – Weighted Average Cost of Capital: il costo medio ponderato del capitale, la soglia di rendimento sotto la quale un investimento distrugge valore. → Cap. 11